Da Catania a Ragusa per rubare nelle case Quattro arresti dopo un lungo inseguimento

Due case messe a soqquadro e da cui sono stati rubati oggetti di valore, computer e gioielli. Quattro catanesi, in trasferta a Ragusa, sono stati arrestati al culmine di un inseguimento, durato 13 chilometri, lungo la strada statale 514 che collega i due capoluoghi. Erano stati visti uscire dall’appartamento da alcuni residenti che hanno chiamato la polizia. I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti della sezione volanti della questura di Ragusa che hanno accertato come i ladri fossero entrati rompendo il vetro di una finestra. Il proprietario ha poi denunciato la mancanza di svariati oggetti di argenteria, un computer portatile e un orologio di valore.


I testimoni hanno riferito che il gruppetto si era dato alla fuga a bordo di un’auto bianca, portando via un sacco pieno di oggetti vari. È quindi scattata la segnalazione a tutte le pattuglie del territorio e proprio sulla statale Ragusa-Catania gli agenti della polizia stradale hanno intercettato un’automobile che rispondeva alle caratteristiche fornite. Alla vista degli agenti, la vettura ha accelerato, dando vita a un inseguimento a elevata  velocità che si è concluso solo dopo 13 chilometri. A bordo sono stati fermati quattro catanesi, tutti con precedenti specifici: Orazio Pellegrino, 51 anni; Alessandro Caponnetto, 19 anni; Salvatore Leonardi, 24 anni; Giovanni Basile, 22 anni. 

Nel frattempo gli agenti hanno accertato che, poco distante dall’appartamento da dove erano stati visti uscire, un’altra abitazione era stata svaligiata con le stesse modalità: anche in questo caso i ladri sono entrati rompendo il vetro di una finestra e hanno portato via numerosi monili d’oro. I proprietari delle due case derubate hanno riconosciuto gli oggetti recuperati nella macchina dei quattro arrestati. Ieri il giudice ha confermato la misura cautelare in carcere. Inoltre, nei loro confronti il questore di Ragusa, Salvatore La Rosa, ha emesso i provvedimenti di foglio di via e divieto di ritorno nel capoluogo per tre anni.


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