D come Deontologia

Il sostrato sociale in cui bazzichiamo si sa, è intriso di storia meritevole di rispetto, come le nostre radici greche e latine che tanto hanno costruito in termini di arte, cultura, usi e costumi. Certa è anche la discendenza dell’uomo dalla scimmia, con tutto il riguardo possibile per il regno animale, cosicché noi tutti, popolo dalle nobilissime origini, abbiamo da sempre vissuto una sorta di contrasto interiore: comportarci da signori rispecchiando i vetusti insegnamenti e incarnando la virtù degli antenati o approcciarci al futuro come bestie al pascolo, sopraffatti dall’istinto primordiale scollegato dalle buone maniere in nome della mera autosoddisfazione?

La riflessione schiaffata in queste in queste primissime righe dell’appuntamento mensile con la rubrica avvocata cinica, sebbene bislacche e apparentemente disconnesse da appigli immediati, celano pur sempre un senso, una ratio. Ebbene, la connessione dell’antefatto all’odierno tema d’indagine non è altro che la parola oggetto dell’indagine stessa: deontologia. Proprio così. Si intende parlare di deontologia perché trattasi di quell’insieme di regole scritte, ispirate alla morale, che disciplinano il comportamento degli addetti ai lavori di ogni professione meritevole di questo nome, per tale intendendosi in via principale la professione intellettuale e, in via gradata, ogni altra branca lavorativa, assistita da principi scritti o tramandati ai quali tutti devono o, quantomeno, dovrebbero conformarsi.

Ma cosa c’entra la deontologia con il pianeta delle scimmie? Il perimetro dell’esplorazione da ricostruire sarebbe così vasto che richiederebbe una trattazione antropologico-sociologico-noiosa di un N numero di tomi. Tuttavia, nel rispetto dell’etica dell’attenzione media del lettore, interverrà il dono della sintesi a esemplificare la motivazione. Se davvero l’uomo, nel corso dei secoli, avesse coerentemente avuto la capacità di imparare dal passato e di immagazzinare quanto di buono e virtuoso si è succeduto in ogni ambiente sociale, moltissimi o forse tutti gli errori grossolani che ci ostiniamo a compiere a tutti i livelli di relazione, non si sarebbero concretizzati. L’inquinamento, le guerre, il razzismo, il consumismo sfrenato. E ancora i crimini, la corruzione, gli allevamenti di pellicce, la pizza con l’ananas e le calze di filo bianche non avrebbero avuto motivo di esistere.

Ma, poiché l’uomo, nel corso dei secoli trascorsi e in quelli a venire è stato, è e sarà sempre una bestia, ossia un essere costituito per tre parti d’acqua e due parti di istinto, la batteria della sua memoria si è esaurita nel brevissimo termine, lasciandolo abbandonato al dominio di insaziabili istinti tera tera (come dicono a Catania) senza guardare alle conseguenze, in realtà ben visibili e prevedibili a un palmo dal naso (o muso) di ciascuno. Siccome però qualche goccia di coscienza in quel mare di barbara indole è pur sempre rimasta, la deontologia è venuta in soccorso per cercare di chiudere i cancelli dello zoo prima che tutto l’ordine del creato implodesse nel caos della fauna selvatica. Ma cose è davvero deontologicamente corretto e quanto il giuramento di Ippocrate garantisce che chi promette non stia al contempo incrociando le dita dietro la schiena?

Per rispondere alla prima domanda, inesorabilmente collegata al riscontro della seconda, basta augurarsi che il vero confine del libero arbitrio di ognuno si identifichi con il rispetto dell’altro, che inizia laddove finisce il primo, o forse ancora prima. Tanto si doveva per augurarci che, laddove si parli di diritto, un collega in udienza non infili un documento mai prodotto prima nel fascicolo d’udienza, che il dipendente pubblico non timbri cartellino e poi vada a fare la spesa, che il parrucchiere non infinocchi sette milioni di euro a una cliente che avrebbe voluto una semplice piega e che il Vaticano smetta di predicare i dettami del Vangelo crogiolandosi fra ricchezze e fasti posticci di palazzi surreali e impenetrabili. In tal senso, che sia la memoria, la giustizia o un insieme di norme deontologiche a darci ausilio, poco importa. Interessa soltanto raggiungere un risultato.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Dal 21 settembre si apre la settimana dell’equinozio d’autunno: il Sole varca i gradi della Bilancia e i movimenti dei pianeti imprimono all’oroscopo un’energia più scorrevole e aerea. La Luna sarà piena in Bilancia e le energie si riprenderanno in maniera sensata: qualcosa, dentro i segni più toccati dalla Luna, si scioglierà e troverà pace. […]

La settimana dal 14 al 20 settembre 2026 si preannuncia un po’ turbolenta, con un oroscopo influenzato dalla Luna in Sagittario. E in protesta per le cose che non accadono contro Urano in Gemelli, mentre Mercurio in Bilancia si oppone al conservatorismo di Saturno in Ariete. Astri che chiedono movimento e comunicazione e pianeti che […]

Dal 7 al 13 settembre è una settimana cruciale nello zodiaco 2026: con un oroscopo che dà nuovo assetto, grazie a passaggi concentrati tutti in poche ore. In soli due giorni i pianeti ridefiniscono la logica dello zodiaco: la bella Venere scivola in un conturbante Scorpione, mettendo anche gli altri segni d’acqua – Cancro e […]

Manutenzione, assicurazione, svalutazione. E tempo per programmare e svolgere tutte queste attività. L’acquisto di un’auto non ha mai solo il prezzo iniziale, ma tiene conto di tanti altri passaggi durante l’uso. Per questo molti guidatori scelgono sempre più spesso una soluzione diversa: il noleggio a lungo termine (adesso anche dell’usato). Opzione esclusiva, per anni, per […]

Una nuova dimensione della consulenza immobiliare: è quella che si sta delineando negli ultimi anni, puntando sulla formazione continua e l’affiancamento sul campo. Una possibilità di lavoro in Sicilia per nuovi talenti e di crescita anche per gli agenti immobiliari esperti. A raccontare nella nostra nuova rubrica dedicata al mercato immobiliare gli ingredienti necessari sono […]