Crocetta-PD: il dialogo per la nuova Giunta va avanti. La Scilabra sembra già fuori come un birillo a terra

UN DATO APPARE CERTO: LA TRIADE (IL PRESIDENTE DELLA REGIONE, IL SENATORE LUMIA E ANTONELLO MONTANTE) DOVRANNO CEDERE POTERE. A COMINCIARE DALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E DALL’ASSESSORATO ALL’ECONOMIA. E FORSE ANCHE DEL LAVORO

Le notizie sono frammentarie. Si parla di un dialogo a distanza tra PD e Governo regionale che andrebbe avanti nonostante le polemiche. Di assessori che verrebbero sostituiti. Con un solo dato certo: l’esecutivo di Rosario Crocetta è in grande difficoltà.

Alcuni dei punti fermi che, fino ad oggi, hanno consentito ai due veri protagonisti del Governo regionale – il senatore Giuseppe Lumia e il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante – di tenere in pugno la situazione politica siciliana cominciano a cedere.

I vecchi e i nuovi alleati sono in fibrillazione. I Democratici e Riformisti della Sicilia, bene o male, tengono. Ma sono in sofferenza. Così come in sofferenza sono i parlamentari di Articolo 4, con in testa il leader di questo schieramento, Lino Leanza.

Nel Nuovo centrodestra si vanno delineando due anime: quella comunque governativa del senatore Giuseppe Firarrello e di Giuseppe Castiglione (che a Sala d’Ercole, però, a parte il capogruppo, Nino D’Asero, non ha molta presa sugli altri deputati) e un’area di opposizione al Governo capeggiata da Francesco Cascio.

Proprio quest’ultimo – parlamentare di grande esperienza, visto che è stato pure presidente dell’Ars – parteciperà alla conferenza stampa promossa da Forza Italia per presentare la mozione di censura – con richiesta di dimissioni – all’assessore Nelli Scilabra.

Contro l’assessore anche i parlamentari del Pid-Cantiere popolare. Per non parlare del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle che ha già presentato una propria mozione di censura.

Insomma: tra i dubbi di tanti parlamentari (soprattutto nell’area di Articolo 4, ma anche tra i Democratici di Totò Cardinale) e la linea dura dell’area Cuperlo del PD, l’assessore Scilabra – che peraltro è invisa a tutto il mondo della formazione professionale siciliana – rischia di andare a casa.

Tra l’altro, proprio in queste ore i circa 8 lavoratori della formazione professionale siciliana e i circa mille e 800 dipendenti degli ex Sportelli Multifunzionali licenziati dal Governo si stanno svegliando da un lungo ‘letargo’. E si accingono ad iniziare uno sciopero ad oltranza, forse anche perché galvanizzati dalla notizia che l’assessore Scilabra potrebbe essere finalmente mandata a casa.

Ai protagonisti del Governo regionale, a questo punto, non resta che trattare con l’area Cuperlo. Anche se da una posizione di debolezza. Ben sapendo – con riferimento a Lumia e Montante – che dovranno perdere una parte del potere che fino adoggi hanno esercitato.

Le notizie che trapelano sono ‘radicali’. Detta brutalmente, il PD dovrebbe avere quattro assessorati: ma nel quadro di un rimescolamento dei ruoli. Anche perché di lasciare l’assessorato all’Economia nella mani di Crocetta e Lumia non se ne parla nemmeno. Idem per la Formazione professionale e, forse, anche per il Lavoro.

Maurizio Agnello e Giuseppe Bruno – fino ad oggi, rispettivamente, titolari dell’Economia e del Lavoro – potrebbero anche restare in Giunta (ma non è detto): ma di certo non resteranno dove sono stati fino ad oggi, visto che hanno dato una pessima prova.

Agnello, anche se in carica da poco, è apparso troppo ‘inginocchiato’ al cospetto di Crocetta e Lumia in Sicilia e, soprattutto, troppo debole rispetto al Governo nazionale. La vergognosa rinuncia ai contenziosi è una pagina nera che va cancellata cambiando radicalmente gestione dell’assessorato all’Economia.

La stessa cosa per l’assessorato al Lavoro, dove Bruno ha brillato per grande assenza.

Quanto all’assessore Scilabra, nel PD viene ormai considerata fuori dal Governo. Un ‘birillo’ ormai ‘abbattuto’.

In queste ore – così si sussurra – Crocetta starebbe provando a convincere il PD ad accettare il trasferimento di Nelli Scilabra al Turismo, al posto di Michela Stancheris.

Quest’ultima, fiutando la brutta aria, ha già fatto sapere che lei sta lavorando bene e che non vede il motivo per andare via. Un classico tentativo di salvare la poltrona.

Quanto alla Formazione, la guida dell’assessorato andrà di certo a un esponente del PD. Si fa il nome di Baldo Gucciardi, attuale capogruppo del Partito all’Ars.

Uomo politico di grande equilibrio, Gucciardi avrebbe tutti i numeri per ‘garantire’ Lumia e Crocetta e – contemporaneamente, dialogare con l’area Cuperlo e con le organizzazioni sindacali. Per la cronaca, Gucciardi è anche candidato alla vice presidenza dell’Ars.

Detto sempre brutalmente, Crocetta e Lumia perderebbero almeno la metà di un settore – la Formazione – che hanno fino ad oggi controllato in modo ‘militare’.

Tra gli altri nomi, sembrano in calo le possibilità di Angelo Villari, sponsorizzato dal PD di Catania, ma a quanto pare troppo vicino a Lumia e allo stesso presidente della Regione (Angelo Villari è cognato del fratello di Crocetta).

In caduta libera anche Cataldo Salerno. Nel PD, a quanto si racconta, i nomi potrebbero essere altri. Anche con la presenza di donne.

 

 


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