Crocetta il ‘rivoluzionario’ tra Lumia & Cracolici

“Rosario Crocetta: quando appare la mia foto, scrivo io… Ci metto la faccia, non mi nascondo. La mia, la nostra proposta, parte dalla gente e si rivolge alla gente. I partiti faticano a comprendere la novità rivoluzionaria di una candidatura a presidente della Regione siciliana che nasce dalla base. La rivoluzione è già cominciata, con la straordinario consenso che abbiamo in ogni città della Sicilia. Andremo avanti, sicuri di interpretare l’orgoglio del popolo siciliano che vuole alzare la testa e risalire la china. Nessuno ci fermerà in nome delle logiche di potere”.

Rosario Crocetta è un uomo d’impeto e le parole sulla sua pagina di Facebook ne rispecchiano la personalità. Peccato, però, per l’ultimo tratto del suo percorso politico: da oppositore del Pd e delle sue logiche di potere nella provincia nissena è stato eletto nello stesso Pd alle elezioni europee.

Direte: vabbé, Ci sta. In fondo è stato eletto in un partito – il Pd siciliano – che non è né carne, né pesce: che dice di voler presentare la mozione di sfiducia al Governo Lombardo e poi, in Aula, se ne pente: che oggi dice di essere passato all’opposizione, ma che gestisce un ‘pezzo’ della formazione professionale siciliana e via continuando.Volendo, in un partito del genere, dove diavolo e acqua santa vanno di pari passo Crocetta ci sta: magari lui fa il volto dell’antimafia e della legalità.  

Poi, però, Rosario ne combina un’altra: alle recenti elezioni comunali di Palermo il Pd di Antonello Cracolici e Giuseppe Lumia, in combutta con il presidente Raffaele Lombardo, la combinano a Rita Borsellino. Crocetta, in questa occasione, avebbe dovuto prendere le difese di Rita Borsellino. Invece Rosario fa il pesce dentro il barile. Sta zitto.

Dopo che le elezioni primarie ‘rococò’ del 4 marzo scorso ‘incoronano’ Fabrizio Ferrandelli candidato ‘ufficiale’ del centrosinistra, in quanto vincitore delle discutibili elezioni primarie del centrosinistra di Palermo (ovviamente, elezioni primarie del centrosinistra a Palermo e forse anche alla Regione non se ne faranno più: perché le primarie presuppongono la lealtà: condizione morale assente nel Pd), Crocetta che fa? Si schiera con Ferrandelli – e quindi con Cracolici & Lumia – contro Leoluca Orlando. 

Insomma: da contestatore del sistema, Crocetta diventa ufficialmente sostenitore del candidato a Sindaco di Palermo espressione del nascente, e per fortuna abortito, nuovo blocco di potere in Sicilia.

Dimenticando di essersi proposto con Cracolici & Lumia (grandi alleati di Lombardo), Crocetta si presenta oggi come il candidato ‘rivoluzionario’ della sinistra siciliana… Una ‘rivoluzione’ da fare con il Pd che da quattro anni governa con Lombardo. Una sceneggiata.  

La strada, per Rosario, è in salita. Anche perché, in tanti a sinistra, lo hanno già ‘sgamato’. E si vede. Il Pd, diviso, non lo sostiene, Orlando offeso dal suo sostegno all’avversario, lo ignora. I movimenti che lo guardavano con simpatia cercano di capire la saldezza del rapporto che lo lega ai dioscuri dell’inciucio siciliano – cioè ai soliti Cracolici & Lumia – per fuggirne lontano.

Rosario qualche segnala lo dà. Lascia capire che l’abbraccio con Lumia e Cracolici non c’è. Tra il dire e il non dire, Crocetta vorrebbe far capire di essere autonomo. Ma non lo può gridare. Perché in questa fase i ‘dioscuri’ del Pd gli servono.   

Forse alla Sicilia occorre un uomo fuori dai partiti, ma dalla forte connotazione antimafiosa non parolaia. L’antimafia del riscatto delle imprese dal ricatto del racket. L’antimafia che rischia ogni giorno. L’antimafia che sta segnando una vera rivoluzione nella centenaria sudditanza dell’economia siciliana alla signoria mafiosa.

Infine una raccomandazione all’onorevole Crocetta: non rimuova i commenti critici. Se non ingiuriosi possono fornire lo spunto per un dibattito appassionato. I social network sono anche questo.


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“rosario crocetta: quando appare la mia foto, scrivo io. . . Ci metto la faccia, non mi nascondo. La mia, la nostra proposta, parte dalla gente e si rivolge alla gente. I partiti faticano a comprendere la novità rivoluzionaria di una candidatura a presidente della regione siciliana che nasce dalla base. La rivoluzione è già cominciata, con la straordinario consenso che abbiamo in ogni città della sicilia. Andremo avanti, sicuri di interpretare l'orgoglio del popolo siciliano che vuole alzare la testa e risalire la china. Nessuno ci fermerà in nome delle logiche di potere”.

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