Giuseppe Li Rosi è un imprenditore agricolo di Raddusa. Da otto anni coltiva grani autoctoni siciliani. Una coltivazione che è stata abbandonata e che rischiava di scomparire perché soppiantata dai nuovi grani modificati geneticamente. «È il risultato della ricerca del profitto a discapito della salute», dice l'agricoltore catanese che con la sua scommessa sui prodotti digeribili e pieni di sapore del frumento antico sfida le multinazionali