Sono sette e poverissimi. Facevano gli allevatori quando sono stati perseguitati dalle milizie di Al-Shabaab, che li ha costretti a fuggire. Grazie al progetto Corridoi umanitari potranno curarsi e ricostruirsi una vita. «Bisogna lavorare all'integrazione, parlano solo il somalo. Ma serve anche la generosità», spiega la Caritas