Un passo avanti verso la riqualificazione ecocompatibile del lungomare della Bandita è stato compiuto. L’amministrazione comunale di Palermo, il 21 settembre, ha nominato la commissione che avrà il compito di verificare il progetto esecutivo, atto propedeutico all’effettivo avvio dei lavori. Le domande presentate saranno, dunque, valutate da un gruppo di quattro tecnici: il rup Giovanni […]
Costa Sud di Palermo Foto di Sonia Sabatino
Costa sud di Palermo: avanti con la Bandita, ma restano fermi Oreto, Parco Grassi e Sperone
Un passo avanti verso la riqualificazione ecocompatibile del lungomare della Bandita è stato compiuto. L’amministrazione comunale di Palermo, il 21 settembre, ha nominato la commissione che avrà il compito di verificare il progetto esecutivo, atto propedeutico all’effettivo avvio dei lavori. Le domande presentate saranno, dunque, valutate da un gruppo di quattro tecnici: il rup Giovanni Sarta, nominato in qualità di presidente, gli ingegneri Deborah Spiaggia e Gesualdo Guarnieri, e il biologo Fabio Di Piazza. Il progetto, legato a doppio filo con quello del porticciolo della Bandita (da 15,7 milioni di euro) , prevede diverse migliorie. Dal rifacimento dei marciapiedi alla realizzazione di un belvedere pedonale. Oltre ad un parcheggio, aree verdi e un percorso ciclopedonale. Per un totale di 12 milioni di euro. Risultano, invece, ancora fermi i progetti relativi alla foce del fiume Oreto, alla riqualifica del Parco Libero Grassi e al Parco a mare dello Sperone. Parliamo, dunque, dei quattro progetti cardine del masterplan presentato dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, nel mese di luglio.
Il definanziamento della foce del fiume Oreto
«I soldi per i lavori alla foce del fiume Oreto, trovati da noi tramite il fondo Rigenerazione Urbana, sono stati persi dall’amministrazione Lagalla per ben due volte – dichiara a MeridioNews Adriano Varrica, deputato del Movimento 5 stelle all’Ars -. A livello nazionale è stata stabilita una nuova scadenza e avevamo denunciato il rischio di perdere i 12 milioni. Lagalla ha risposto che avrebbe spostato questo finanziamento sul Poc che però, dopo circa un anno, è stato parzialmente definanziato dal governo nazionale. Tagliando nuovamente fuori il progetto della foce Oreto». Dal canto suo, l’amministrazione ha dichiarato di essere al lavoro per trovare nuovi finanziamenti e portare a termine uno dei punti cardine per la reale riqualificazione di tutta la Costa sud di Palermo.
Gli altri progetti del masterplan
Il masterplan presentato a luglio da Roberto Lagalla punta ad avviare un processo di rigenerazione urbana sui sette chilometri di litorale palermitano e nei quartieri limitrofi. Un’operazione che, complessivamente, vanta investimenti per oltre 200 milioni, reperiti da capitoli di spesa quali i fondi ex Gescali, PNRR e FSC. Tra questi figurano diversi progetti, alcuni dei quali già in fase di realizzazione, come il nodo autostradale di Brancaccio. Ma se i lavori a corollario dei progetti principali stanno procedendo più o meno velocemente, la preoccupazione rimane alta proprio sui protagonisti. Soprattutto per la lentezza con cui si portano avanti gli iter burocratici, anche a causa di azioni legali tra aziende che si contendono la realizzazione dei cantieri.
Il tesoretto trovato da Lagalla
«Il masterplan della Costa sud è stato raccontato dall’amministrazione come una delle più importanti operazioni di trasformazione urbana mai avviate a Palermo – continua Varrica -. E presentato come il risultato di una strategia organica messa in campo in questi anni. Eppure, dalla nostra analisi, emerge che la maggioranza delle opere deriva da finanziamenti ottenuti prima». Compresi quelli per cui si è speso il M5s, appunto. «Dati alla mano – conclude il deputato -, 175,2 milioni sui 202,6 totali, cioè l’86,5 per cento, riguardano interventi finanziati o avviati prima dell’insediamento della giunta Lagalla».