Si potrebbero aprire le maglie del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (Sqnba) ai professionisti agronomi, ma i veterinari siciliani lanciano l’allarme: «Questa scelta investe direttamente la tutela della salute pubblica, la sicurezza delle filiere agroalimentari e la necessaria salvaguardia delle prerogative professionali dei medici veterinari» afferma a MeridioNews Nicola Barbera, presidente della […]
Controlli sul benessere animale, i veterinari siciliani: «No a deroghe sulle competenze»
Si potrebbero aprire le maglie del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (Sqnba) ai professionisti agronomi, ma i veterinari siciliani lanciano l’allarme: «Questa scelta investe direttamente la tutela della salute pubblica, la sicurezza delle filiere agroalimentari e la necessaria salvaguardia delle prerogative professionali dei medici veterinari» afferma a MeridioNews Nicola Barbera, presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Veterinari della Sicilia.
Cosa cambia con il nuovo decreto
Il riferimento è al nuovo decreto interministeriale presentato in materia di Sqnba, che mira ad introdurre una parziale apertura delle attività valutative presso gli operatori della produzione primaria alla figura degli agronomi, ipotizzando una fase transitoria in cui tali verifiche possano essere condotte in via unilaterale da tali professionisti, privi però di un background medico-sanitario.
«La recente circolare emanata sul tema si connota per un’intrinseca e marcata ambiguità strutturale – precisa ancora Barbera -. Ci troviamo di fronte a un atto elusivo che, nel tentativo di contemperare opposte istanze, si risolve in formule che dicono tutto e il contrario di tutto, alimentando pericolosi margini di discrezionalità interpretativa che la delicatezza della materia non può in alcun modo tollerare».
L’allarme dei veterinari siciliani
Pur sottolineando l’importanza dei professionisti agronomi anche nella filiera del benessere animale e la proficua collaborazione tra le due classi di professionisti, i veterinari hanno deciso di porre la questione in Sicilia chiedendo un incontro urgente al presidente della Regione, Renato Schifani, all’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, e all’assessore all’Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Luca Sammartino.
«Il benessere animale non è un mero aggregato di parametri gestionali, strutturali o burocratici – riferisce il presidente della federazione dei veterinari siciliani-. Esso costituisce una dimensione scientifica complessa, indissolubilmente speculare allo stato di salute clinica dell’animale, alla biosicurezza degli allevamenti, alla vigilanza epidemiologica e al contrasto dell’antimicrobico-resistenza. Si tratta di ambiti che la scienza, prima ancora del diritto, riserva in via esclusiva alla figura del medico veterinario».
Il richiamo al regolamento europeo
Sul piano della normativa sovranazionale, tale principio trova il proprio fondamento nel Regolamento (UE) 2017/625 relativo ai controlli ufficiali. «La legislazione europea, infatti, incardina rigorosamente la valutazione e la vigilanza sulla salute e sul benessere animale entro competenze mediche specialistiche, riconoscendo nell’autorità veterinaria l’unico garante idoneo a sovraintendere a tali dinamiche – chiarisce infine Nicola Barbera -. Consentire deroghe a questo impianto non soltanto vulnera l’efficacia e l’affidabilità delle certificazioni poste a garanzia del consumatore finale, ma rischia di configurare un precedente pericolosissimo che la nostra categoria non intende in alcun modo accettare o veder consolidato».