Mentre tornano i rituali del campo largo, il teatro della politica regionale all’Assemblea regionale siciliana mette in scena l’ennesimo atto. Il movimento ControCorrente, creatura politica lanciata dall’ex Iena Ismaele La Vardera, è pronto a sbarcare ufficialmente a Palazzo dei Normanni con un proprio gruppo o una rappresentanza strutturata. Grazie all’arrivo di due attuali deputati regionali […]
ControCorrente: due deputati M5s passano con La Vardera. Di Paola: «Nessuno è stato rieletto»
Mentre tornano i rituali del campo largo, il teatro della politica regionale all’Assemblea regionale siciliana mette in scena l’ennesimo atto. Il movimento ControCorrente, creatura politica lanciata dall’ex Iena Ismaele La Vardera, è pronto a sbarcare ufficialmente a Palazzo dei Normanni con un proprio gruppo o una rappresentanza strutturata. Grazie all’arrivo di due attuali deputati regionali in quota (finora) Movimento 5 stelle: Jose Marano, alla sua seconda legislatura, e Carlo Gilistro. Se La Vardera condivide soddisfazione, in mattinata è arrivato anche il commento al vetriolo di Nuccio Di Paola, coordinatore siciliano del Movimento 5 stelle: «Siamo abituati – dice con un sorriso -. Tanti sono andati altrove e non mi pare siano stati rieletti».
Un fragile campo largo
Il vero capolavoro di questa operazione non risiede tanto nell’allargamento delle truppe di La Vardera, quanto nella surreale e spietata coincidenza temporale. Tutto questo avviene, infatti, nelle stesse identiche ore in cui i vertici del Partito democratico, del Movimento 5 Stelle e delle varie sigle della sinistra si ritrovano attorno a un tavolo per l’incontro quadro del campo largo. Un vertice nato con l’ambizioso obiettivo di trovare una sintesi, blindare l’alleanza progressista e creare coalizione unita e alternativa al governo di centrodestra di Renato Schifani. Dimostrando chiaramente quanto poco valgano i patti teorici siglati nei salotti palermitani rispetto alla cinica realtà dei posizionamenti personali.
La tempistica è micidiale: il campo largo in Sicilia si mostra come un gigante d’argilla, mentre i singoli parlamentari si muovono come atomi indipendenti alla ricerca di un paracadute o di una ribalta per le prossime elezioni regionali 2027. La Vardera, dal canto suo, incassa e porta a casa un successo politico indiscutibile, confermando una dote rara: la capacità di fare politica di rottura, togliendo spazio proprio a chi, a parole, vorrebbe guidare l’opposizione.
L’unità sbandierata si frantuma
Questa mossa d’anticipo non fa che esasperare la frammentazione di un centrosinistra siciliano storicamente affetto da una vocazione innata al suicidio politico. Mentre ci si perde su chi debba fare il capofila, il movimento ControCorrente si muove con la rapidità di un predatore d’aula, catalizzando il malcontento e cannibalizzando consensi. Il messaggio politico inviato al tavolo del campo largo è devastante: voi parlate, noi ci muoviamo.