Città metropolitane, la protesta dei sindaci Candidature in massa contro Regione «immobile»

Candidature in massa. Protestano i sindaci del palermitano contro quella che non esitano a definire una «mortificazione della dignità» loro e delle amministrazioni comunali. Il dito è puntato contro il pasticcio della riforma che abolisce le province, creando città metropolitane e liberi consorzi, varata dall’Assemblea regionale siciliana e impugnata da Roma. Le modifiche votate in commissione a Palazzo dei Normanni non sono ancora arrivate a Sala d’Ercole eppure la data delle elezioni per la città metropolitana si avvicina: il 29 novembre. Il comune di Palermo ha dovuto procedere lunedì alla trasmissione dell’elenco dei 1.328 elettori. Un paradosso dal momento che ancora non è chiaro se sarà possibile votare con una legge che inevitabilmente, complice il rimpasto infinito del governo targato Crocetta, sarà modificata dopo la convocazione dei comizi elettorali. Un clima di incertezza con i sindaci del palermitano da tempo sul piede di guerra.

Così oggi durante una riunione autoconvocata, svoltasi a Villa Niscemi, i primi cittadini hanno messo in campo la loro protesta. Eclatante. Una valanga di candidature, al momento 49, ma giurano destinate a crescere, per lanciare la sfida alla Regione. «In vista della scadenza per la presentazione delle candidature a sindaco metropolitano di Palermo – spiegano i sindaci in una nota congiunta – si è convenuto che ciascun sindaco presenterà la propria candidatura». «Una risposta forte» spiegano contro «lo stato confusionale di una Regione che tiene i segretari generali e le amministrazioni comunali nell’incertezza». I dubbi riguardano la stessa «legittimità costituzionale della legge». Senza considerare, attaccano, che la Regione «ad oggi ha ignorato l’impugnativa fatta dal Governo nazionale e non ha fornito alcuna indicazione sul metodo di svolgimento di queste elezioni, che dovrebbero rappresentare un modello alto sia dal punto di vista istituzionale che dal punto di vista politico». 

Alla protesta hanno già aderito i sindaci di: Alia; Altavilla Milicia; Balestrate; Baucina; Belmonte Mezzagno; Bisacquino; Bolognetta; Bompietro; Borgetto; Campofelice di Fitalia; Camporeale; Capaci; Castelbuono; Casteldaccia; Castellana Sicula; Castronovo; Cefalà Diana; Cefalù; Chiusa Sclafani; Ciminna; Cinisi; Contessa Entellina; Corleone; Ficarazzi; Gangi; Giuliana; Godrano; Marineo; Mezzojuso; Monreale; Isnello; Isola delle Femmine; Lercara Friddi; Palazzo Adriano; Palermo; Piana degli Albanesi; Prizzi; Roccamena; Roccapalumba; San Cipirello; San Giuseppe Jato; Santa Cristina Gela; Santa Flavia; Terrasini; Trappeto; Ventimiglia di Sicilia; Vicari; Villabate e Villafrati.


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