Certe volte sono Luigi Ferdinando Céline

 Certe volte sono Luigi Ferdinando Céline, e parlo come lui. Mi unisco ai perdenti in ritirata, me ne vo, ma dico la mia. Spiffero quello che voglio e mando tutti a farsi fottere. E me ne sbatto se mi trovan poco serio. Che tossiscano! Scaracchino! Si disossino! Si sderetanino! Oh bella… Alla fin tutto mi stanca. Non faccio il medico, ma vivo come il Sior dottore: passo la giornata da una visita all’altra, visite di altro tipo, certo, ma ne vedo uguale di bubboni, deretani infiammati, scolamenti di cervelli in liquore. Oggi, sapete, a propò ci ho un mal di capo…ma dico la mia. Mi invitato ai lavori di apertura d’un nuovo partito, ci vado, eccomi qui, vedo studentelli protestar contro il governo, occupar le scuole, vado alla fine a sbobbare con mia mogliera e sopra ogni cavalcavia dell’autostrada ci vedo una pattuglia armata. Chi passerà? O meglio, altre proteste? La sera, poi, in un baruccio di via parisi, pieno così di marmocchie che se la spassano, il vomito ha il sopravvento: tengo la mano a margheritina e le fo “ti senti male?”, “E’ tutta sta’ gente sai, non mi ritrovo, troppa confusione”, risponde, non ama protestare. E’ il nervo vago non c’è dubbio! La signora è troppo delicata, altrochè! Poi via, facciamo quattro passi, scesa di scale e rancio con merluzzo surgelato e vino chiaro. Prosit, amici miei. Viene la notte.

M’Imbatto spesso, oggi, in gente indignata che protesta. Non son che dei poveri coglioncelli, dei colleguzzi meschini, dei falliti gaudenti. E’ la rivolta degli impifferati, niente di pagato, tutto gratuito, veri bischeri, nient’altro. La loro protesta mica vien da nulla di serio, dal liceo forse. E’ chiacchiera, è vento. L’odio vero, quello vien dal profondo, vien dalla giovinezza persa nello sgobbo senza difesa. Ohei, ma un odio da farti schiattare…Ogni sera, tornato a casa, la mia marescialla mi chiedeva se per caso non m’avessero licenziato. S’aspettava sempre il peggio lei. Durante la cena ne riparlavamo. Era un soggetto inesauribile: sarei mai riuscito a guadagnarmi la vita? (Luis-Ferdinad Cèline – Morte a Credito -1936)


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