Catania, tanti i dubbi attorno alla ripartenza Attese mosse societarie su tecnico e mercato

Sono cambiate tante cose dal 10 giugno 2002. Annate sofferte ma ricche di gioia, tante soddisfacenti stagioni in Serie A accompagnate poi da un doppio salto all’indietro e da una permanenza in Lega Pro giunta ormai al quinto anno consecutivo. Diciassette anni fa, oggi, la città si svegliava sonnolenta ma ubriaca di gioia, dopo una delle giornate più belle per il calcio rossazzurro: lo 0-0 sul campo del Taranto dava alla truppa etnea guidata da Ciccio Graziani e Maurizio Pellegrino la gioia di una promozione in B inseguita a lungo e giunta al termine di una annata sofferta, caratterizzata anche da ben tre cambi in panchina. 

L’autobus della squadra, al rientro dalla Puglia, venne accolto in piena notte da più di ventimila persone all’interno dello stadio Massimino, inscenando così una festa non organizzata ma per questo ancora più bella. Quasi due decenni dopo non si può certo dire che l’entusiasmo e l’atmosfera attorno al Catania siano le stesse. La stagione appena conclusa è stata infatti segnata da una frattura profonda tra il tifo organizzato e la società. Un rapporto reso ancor più complicato dalle prestazioni di una squadra che non è mai riuscita a decollare, arrivando quarta in campionato e venendo poi fatta fuori dal Trapani al termine di un cammino playoff che ha visto gli uomini di Sottil vincere solo una gara su cinque. 

Subito dopo l’eliminazione dalla corsa alla B la società rossazzurra ha scelto di continuare la strategia del silenzio stampa, col probabile obiettivo di evitare ulteriori malumori o incomprensioni: nessun comunicato ufficiale, nessuna dichiarazione da parte di allenatore e giocatori. L’unica, grande certezza per il futuro ha comunque un nome e un cognome: Pietro Lo Monaco rimane in sella e sarà ancora lui, affiancato dal direttore sportivo Christian Argurio, a costruire la squadra che tenterà il prossimo anno l’ennesimo assalto alla promozione. Il primo obiettivo della società rossazzurra sarà quello di regolarizzare l’iscrizione al campionato (servono circa 350 mila euro entro il 24 giugno, ndr): solo dopo si comincerà a pensare alla costruzione di staff tecnico e rosa.

In merito all’allenatore, ci sono pochi dubbi sul fatto che l’esperienza di Andrea Sottil alla guida del Catania sia ormai giunta al capolinea. L’ex mister di Siracusa e Livorno, prima esonerato lo scorso febbraio e poi richiamato alla fine della regular season, ha deluso le aspettative: i nomi più gettonati per la sua sostituzione sono quelli di Cristiano Lucarelli e Gianluca Grassadonia. Si tratta, però, di piste complicate seppur per ragioni diverse: sul primo, infatti, non ci sarebbe un totale gradimento dopo l’esperienza di due stagioni fa. In merito al secondo, invece, va registrato come la concorrenza sia molto alta: Grassadonia è reduce dalla retrocessione in C col Foggia, gravato però da una pesante penalizzazione. 

In merito alle operazioni di calciomercato, invece, sembra chiara l’idea di operare molti cambiamenti rispetto alla squadra che ha fallito la risalita lo scorso anno. Il Catania si prepara quindi a una estate di porte girevoli, con molti probabili addii e altrettanti nuovi arrivi. A lasciare Torre del Grifo, in primis, sarebbe il portiere Matteo Pisseri: troppi gli errori e le incertezze quest’anno, decisive in alcune occasioni. Il sostituto potrebbe essere Antony Iannarilli, classe 1990 attualmente alla Ternana. Anche Ramzi Aya, Davis Curiale e Alessandro Marotta hanno molti estimatori in Serie C: Kalifa Manneh, invece, è un profilo appetibile anche per club di categoria superiore. In ogni caso, è ancora troppo presto per parlare di operazioni di mercato: l’iscrizione e la scelta del tecnico sono, in rigoroso ordine cronologico, le vere priorità in casa Catania.


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