Foto di polizia

Catania, anziana raggirata per 3 milioni: nuove misure cautelari nell’inchiesta

Nuovo sviluppo nell’indagine su una presunta circonvenzione ai danni di un’anziana facoltosa a Catania. Su disposizione della procura distrettuale, la polizia ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un uomo del 1973 e di una donna del 1976. Per il primo è stato disposto il divieto temporaneo di esercitare attività lavorativa presso istituti bancari e di credito per dodici mesi. La seconda è stata invece sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte a settimana.

Anziana raggirata, le indagini dopo una segnalazione

Le indagini, avviate dopo la segnalazione di funzionari di un istituto bancario del capoluogo etneo, hanno ricostruito un presunto piano per appropriarsi del patrimonio della vittima, quantificato in circa tre milioni di euro. Gli investigatori hanno documentato le fasi dell’attività ritenuta illecita, individuando i soggetti coinvolti e i rispettivi ruoli. Il procedimento rappresenta un ulteriore segmento dell’operazione già avviata il 24 novembre 2025, quando erano state eseguite misure cautelari nei confronti di una fioraia, ritenuta figura centrale della vicenda, finita in carcere, e di un avvocato posto ai domiciliari.

Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna avrebbe conquistato la fiducia dell’anziana, sua vicina di casa, isolandola progressivamente e rendendola dipendente da lei e dalla figlia. Alla vittima, ottantacinquenne e priva di familiari stretti, sarebbe stato impedito anche il contatto con l’esterno e la gestione autonoma della corrispondenza. Nel disegno contestato sarebbero stati coinvolti diversi professionisti. Tra questi, un consulente finanziario, destinatario dell’odierna misura, e una segretaria di uno studio notarile, anch’ella raggiunta dal provvedimento. Quest’ultima avrebbe contribuito a individuare le modalità tecniche per trasferire il patrimonio, suggerendo la predisposizione di procure e la redazione di un nuovo testamento.

Nel corso delle attività è stata documentata anche una presunta dazione di denaro, indicata dalla stessa segretaria come una mancia di 300 euro, ritenuta invece dagli inquirenti un compenso per il contributo fornito. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato il tentativo di ottenere una certificazione medica sulla capacità di intendere e volere della donna, che presenterebbe invece deficit cognitivi e difficoltà di orientamento temporale. Dopo la prima fase dell’inchiesta, all’anziana è stato nominato un curatore, che continua a seguirne la gestione e l’assistenza.


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