Caso Crisafulli, la procura chiede il patteggiamento Proposti cinque mesi dopo l’archiviazione respinta

Cinque mesi e dieci giorni di reclusione. È la richiesta di patteggiamento presentata dal pubblico ministero Andrea Ursino per chiudere il procedimento che vede imputata la donna alla guida della Smart For Two coinvolta nell’incidente in cui morì Mimmo Crisafulli. Il giovane, nel marzo 2017, percorre di sera via del Bosco. Alle 22.43 l’impatto fatale con l’auto che sbuca da via De Logu. Il mezzo non si ferma al segnale di stop, rallenta, e si immette sull’arteria principale, impegnando l’incrocio a velocità ridotta. Il 25enne prova a frenare, finisce a terra e muore sul colpo, sbattendo con la parte posteriore della fiancata sinistra della Smart. 

Sul tragico episodio – il video agli atti dell’inchiesta era stato pubblicato in esclusiva da MeridioNews – sarebbe già potuto calare il sipario quando la procura di Catania chiese l’archiviazione, proposta respinta a marzo dal giudice per le indagini preliminari Carlo Umberto Cannella. La famiglia di Crisafulli, in quell’occasione, opponendosi alla richiesta mise in luce una «serie di gravi incongruenze tecnico-scientifiche» nella perizia su cui si basava la magistratura per chiudere il caso. Una successiva relazione, compiuta da nuovi tecnici nominati tribunale sarebbe più precisa nell’individuare le responsabilità di chi, la sera della morte di Mimmo, guidava. 

Le fasi dell’incidente vennero, infatti, immortalate dalla telecamera di sorveglianza di una vicina clinica privata. «Prova inconfutabile», secondo i Crisafulli, di come in realtà la donna si sia resa responsabile di un omicidio stradale: «Se si fosse fermata allo stop, l’incidente mortale non si sarebbe verificato», ha sempre sostenuto il padre Pietro. Adesso il pm Ursino, di concerto con la difesa dell’imputata tenuta dall’avvocato Mario Brancato, gioca la carta del patteggiamento. La prossima udienza è fissata per l‘8 gennaio 2019 davanti alla giudice per l’udienza preliminare Giuseppina Montuori.

«Ci opporremo, chiudendo questo vergognoso patteggiamento lo uccidono di nuovo – commenta Pietro Crisafulli a MeridioNews, preannunciando per quel giorno una manifestazione dell’Associazione italiana familiari vittime della strada – ma spero che a gennaio venga tutto venga ribaltato e si faccia giustizia per mio figlio». 


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