Caso Calcio Catania, arrestato Pulvirenti Zamparini: «Il Palermo non fa certe cose»

Era il 2014 quando il presidente del Catania, Antonio Pulvirenti, in un periodo difficile della sua squadra in serie A, rilasciava queste dichiarazioni ai giornali: «Noi non faremo la fine del Palermo sceso in B, verremo fuori da questa crisi». Alla fine la squadra è scesa nella categoria minore e ad oggi ha qualche problema giudiziario. Sorride il patron del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, ricordando quelle dichiarazioni del proprietario di Wind Jet.

«Il Palermo calcio non fa certe cose». Racconta a Meridionews il presidente dei rosa. Oggi, stando agli investigatori, i rossazzurri avrebbero comprato alcune partite per rimanere in serie B, evitando la retrocessione. L’accusa è di truffa e frode sportiva. Sono stati messi agli arresti domiciliari proprio il presidente Antonino Pulvirenti, il suo vice Pablo Cosentino e l’ex direttore sportivo della squadra etnea, Daniele Delli Carri. Cinque le gare del campionato di B appena concluso che sarebbero state comprate. Sette in tutto le ordinanze di custodia cautelare notificate dalla polizia.

Non sono indagati né giocatori né dirigenti di altri club, ma la procura di Catania starebbe vagliando la posizione di alcuni di loro alla luce di intercettazioni telefoniche eseguite dalle forze dell’ordine e confluite nel fascicolo dei pm. «Io spero che tutto quello che ad oggi sto leggendo nei giornali non sia vero», continua Zamparini. «Lo spero per il presidente Pulvirenti e per la sua squadra. È giusto che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro e che la giustizia faccia luce su quest’altra inchiesta che mette in cattiva luce ancora una volta il calcio italiano».

Il nuovo scandalo del calcio italiano non riguarda quindi solo il club catanese. Oltre al Catania Calcio, sono numerose le società coinvolte nelle diverse indagini sul calcio scommesse. L’ultima, di maggio, ha coinvolto anche la Lega Pro e la serie D. Si parla di decine di incontri truccati, secondo le accuse, in tutti e tre i gironi. Perquisizioni e arresti in 21 province italiane. Contestate le aggravanti mafiose. Tutte queste inchieste, compresa quella odierna, sono destinate a cambiare il corso dei prossimi campionati.


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