Caltanissetta, caso di meningite all’ospedale Sant’Elia Primario: «Forse origine batterica, ma nessun allarme»

Caso di meningite all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Ieri sera un uomo di 59 anni di San Cataldo si è presentato in pronto soccorso con i classici sintomi della patologia: rigidità alla nuca, febbre e un forte stato d’agitazione. L’uomo, dopo il prelievo del liquor spinale, che ha confermato la prima diagnosi, è stato ricoverato nel reparto di Malattie infettive in isolamento ed è stata avviata la profilassi nei confronti delle persone con le quali è stato a contatto.

«Stiamo isolando il germe per avere maggiori certezze e manderemo una provetta al policlinico di Palermo per isolarlo – spiega Alfonso Averna, primario del reparto -. Nel frattempo il paziente farà una terapia anti batterica e virale. Per le prossime 48 ore come da protocollo la prognosi rimarrà riservata. È ancora presto per stabilire se si tratti di meningite batterica o virale, anche se – continua il medico – molto probabilmente è di tipo batterico».

Da parte di Averna, poi, un invito a mantenere la calma. «Non c’è assolutamente da fare allarmismo, non è una cosa nuova, sono casi in linea con quelli che ci sono sempre stati», sottolinea il primario, facendo riferimento alla psicosi che negli ultimi mesi sembra essersi diffusa in più parti d’Italia. Tuttavia, con questo sono due i casi di meningite registrati in poche settimane all’ospedale Sant’Elia: il 22 dicembre scorso la malattia aveva colpito un pastore di 70 anni di Santa Caterina adesso già dimesso dal nosocomio nisseno.


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