Buio in Sala, dallo Stabile alle fiabe musicali I fondatori Giustolisi e Bisicchia si raccontano

Due
giovani apprendisti insoddisfatti, un’istituzione cieca e sorda, una manciata di testi proibiti: gettati insieme in un calderone si ottiene Buio in Sala. Erano i primi anni Duemila quando Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia, al tempo allievi della scuola d’arte drammatica del teatro Stabile, mescidando in gran segreto la formula del Buio, cercavano d’inventarsi una via autonoma al teatro. Quasi li si può vedere, eccitati dalla sfida, pianificare dietro le quinte la loro ribellione. 

I primi spettacoli erano
autoprodotti sottobanco, «per misurarci – dicono i due ribelli – con dei testi che non ci avrebbero fatto fare o magari con dei ruoli che non ci avrebbero fatto interpretare all’interno del teatro istituzionale come giovani allievi». Nei primi anni dopo il diploma, mentre ancora lavoravano allo Stabile, Giustolisi e Bisicchia hanno iniziato a mettere in piedi una loro stagione. Ma, si sa, l’apprendista stregone evoca forze che poi non è capace di controllare. Buio in sala si è dimenato nel calderone, si è riversato fuori, e si è scrollato di dosso Shakespeare: la sua strada si è rivelata essere il teatro per le scuole, la fiaba musicale la sua veste. 

I due fuorusciti dello Stabile hanno così trovato un loro ambito e un loro stile, e hanno iniziato a confezionare
testi originali prodotti da loro. Sul canovaccio di fiabe popolari, storie o leggende, i due apprendisti ribelli hanno imbastito le loro drammaturgie ex novo, musicate ex novo da Ettore D’Agostino. Così i due giovani apprendisti sono un po’ più soddisfatti, un po’ meno giovani. Certo non ricchi, ma ora che da apprendisti son diventati maestri, ora che hanno imbracciato appieno la missione pedagogica (da qualche parte dei quattrini bisogna pur trovarli), di povertà fanno virtù: Buio in Sala è ormai soprattutto una acting school. Da apprendisti ribelli a maestri, è qui che inizia la vera sfida: che Giustolisi e Bisicchia, non diventino ciechi e sordi come chi dallo Stabile li fece scappare, che i fanciulli di Buio in Sala non si ribellino a loro volta contro di loro.


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