Buddaci, un marchio per rompere il pregiudizio «Noi messinesi non siamo solo dei parla parla»

Un nomignolo dispregiativo come Buddaci (che etichetta i messinesi come persone inette e capaci solo di parlare) diventa un marchio per rilanciare a Messina e in Sicilia la messinesità. Ideatore e creatore del marchio è il 42enne istrionico Salvatore Marabello, grazie all’esperienza maturata in oltre vent’anni di carriera nel settore delle public relation e dopo una lunga e attenta analisi sulla comunicazione e il marketing rivolta ad altri marchi, nasce Buddaci.

«L’idea di associarla al nomignolo con cui veniamo appellati noi messinesi è stato quasi immediato – spiega Marabello – buddace è colui che parla, parla, ma non conclude mai nulla. Io invece ho voluto dimostrare proprio il contrario». Il 43enne ha dato vita a una start up che ha cominciato progettando e realizzando t-shirt. «Una cinquantina di linee diverse che riportano detti messinesi o tipiche parole del nostro dialetto». Mancu li cani; Fimmina i casa; Non c’è nenti pa iatta e tante altre frasi che fanno parte della quotidianità dei messinesi e che ora è possibile trovare su magliette, shopping bag e anche cover per telefoni cellulari. «La passione per la tradizione», è lo slogan che accompagna il marchio Buddaci, proprio a sottolineare lo stretto legame con il territorio. 

La nuova linea è stata presentata il 29 gennaio durante una serata alla Camera di commercio di Messina. E in quell’occasione sono stati mostrati al pubblico anche gli altri prodotti del beverage proposti da Buddaci: la birra – prodotta con un mastro birrario messinese -, il chinotto, la spuma e la gassosa. Il marchio siciliano creato da Marabello sbarcherà presto in Cina. «Abbiamo un incontro a fine mese per partecipare a un Expo dedicato al food and beverage in estremo oriente». E chissà se i siciliani delle altre province che da sempre associano il termine buddaci al significato di pesce babbo, continueranno a pensarla così. 


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