Bryant, 35 anni e una vita dedita al basket

Il 23 Agosto di 35 anni fa, nasceva un campione, una All-Star di cui difficilmente ci scorderemo. Kobe Bryant festeggia oggi il suo compleanno, e lo festeggia, ancora una volta, da giocatore dei Lakers. Bandiera assoluta di questa squadra con la quale ha vinto 5 titoli, e ai quali spera di aggiungerne almeno uno.

Certo la sua attuale condizione non lo agevola per niente, ma l’infortunio al tendine d’Achille non lo ha mai spaventato e, dall’operazione subita nell’omai lontano Aprile di quest’anno, ha recuperato a tempo record, ricominciando già a solcare il parquet. Ma la domanda che tutti noi, tifosi ed appassionati, ci poniamo è se riuscirà ad essere lo stesso Kobe di prima. Come già detto, gli anni sono ormai 35 e questo è, o meglio sarà, un fattore determinante. Ma lo sarà altrettanto la sua determinazione che lo ha sempre contraddistinto e reso unico nel suo modo di giocare. Mai nessuno ha avuto più voglia di Kobe di vincere e proprio su questo si baserà il resto della sua carriera. Splendida, aggiungerei. Straordinaria in tutti i suoi momenti, bui e non. L’inizio non è stato assolutamente dei più facile: deciso ad entrare tra i protagonisti, si è dichiarato eleggibile al Draft già a 18 anni. Gli Charlotte Hornets lo scelgono alla chiamata #13, prima di rigirarlo subito ai Lakers, in cambio del centro 28enne Vlade Divac. Inizia così la sua carriera, la sua infinita storia con i gialloviola di Jerry Buss, di Magic, di Fisher e, da quel momento in poi, anche suoi, di Kobe.

La giovane età, tuttavia, non lo favorisce e le prime stagioni, per quanto promettenti, non mettono del tutto in mostra quelle che sono le reali potenzialità della guardia. La presenza però di Shaquille O’Neal l’aiuta tantissimo; i due infatti stringono un rapporto quasi fraterno, diventando a poco a poco sempre più amici e, in campo, dominanti. Ma per l’arrivo del primo titolo, per entrambi, si deve aspettare il 2000 ma, soprattutto, l’arrivo di Coach Zen, Phil Jackson, reduce dai 6 titoli conquistati con MJ ai Bulls. Con lo schema di gioco triangolo, i Lakers riescono finalmente a vincere e lo faranno per i successivi tre anni, ottenendo così l’ambito Three Peat. Kobe e Shaq sono sul tetto del mondo, insieme, e niente sembra possa fermarli.

Tuttavia, come spesso accade, due così grandi personalità insieme non riescono a convivere più di tanto; così, dopo un violento litigio, il centrone decide di andarsene via da Los Angeles, lasciando così il solo Kobe alla guida della squadra. Inoltre, molti compagni del numero 24 decidono anch’essi di lasciare la squadra, uno su tutti Derek Fisher; cambia infine anche l’allenatore: Jackson è stanco e decide di lasciare il basket per un po’. Bryant si ritrova così solo e, malgrado gli acquisti di Payton e Malone, non riuscirà a vincere il quarto titolo se non nel lontano 2009, dopo furiosi litigi con la società e, addirittura, la tentazione di lasciare la squadra. L’arrivo però di Gasol fa si che la franchigia torni competitiva; Kobe torna così a vincere e lo fa da vero protagonista, vincendo addirittura il titolo delle MVP delle Finals. È all’apice della sua carriera, ancora in forma, fresco vincitore, e speranzoso di riuscire a conquistare altri titoli, almeno due, per raggiungere così quello che è, tutt’ora, il suo punto di riferimento: Michael Jordan.

Ad oggi, però, il #10 della nazionale USA (ah sì, nel frattempo comincia a giocare per USA Basketball vincendo due ori nel 2007 e 2008 e successivamente nel 2012), è riuscito solo a vincere il quinto titolo, ottenuto nel 2011 contro gli Orlando Magic di Dwight Howard, poi diventato suo fugace compagno.

Kobe è adesso, però, atteso, e non a vincere il titolo, bensì a tornare forte e determinante come lo è stato nell’arco della sua infinita carriera. Riuscirà il neo 35enne a sorprendere tutti e tornare sulla vetta dell’NBA?


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