Biancavilla, il salto in serie D grazie a tre rigori parati Il super-portiere ammette: «Tutta questione d’istinto»

L’autore del calcio di rigore decisivo per il salto in Serie D del Biancavilla, alla fine, è stato il giovanissimo ivoriano Rodrigo Yoboua. Una rincorsa breve e lenta, un destro a incrociare che non ha lasciato scampo al portiere avversario, spiazzandolo. Da lì ha avuto il via la festa dei tanti sostenitori gialloblu che hanno invaso San Cataldo: la quarta categoria del calcio italiano è realtà, per una squadra che nelle ultime due stagioni ha regolarmente lottato nei quartieri alti del Girone B di Eccellenza. Se Max Lucarelli, Daniele Scapellato e Yoboua sono gli autori dei tre tiri dal dischetto valsi la vittoria (supplementari conclusi 1-0 per il Canicattì, dopo l’andata vinta dal Biancavilla con lo stesso punteggio), la palma di man of the match va senza dubbio alcuno al portiere Virgilio Vitale: il numero uno degli etnei si è infatti superato, parando tre rigori su quattro nella lotteria conclusiva.

Vitale, classe 1990, è un esperto in promozioni: con le maglie di Siracusa e Sicula Leonzio, infatti, ha vinto due volte l’Eccellenza, disputando con i bianconeri anche una stagione in D. È stato lui a mettere letteralmente le mani sulla promozione targata Biancavilla, intercettando le conclusioni dagli undici metri di Vittorio Caronia, Francesco Maggio e Salvatore Giglio. Si tratta di grande abilità o è più una sfida di nervi? «Credo più alla seconda ipotesi – ha confermato il portiere a MeridioNews -. I primi due rigori non sono stati calciati benissimo: sul terzo, invece, ho fatto la parata più difficile, essendo un tiro all’angolino basso. Andare a prendere la palla è stato complicato. Si tratta di attimi: bisogna riuscire a capire un istante prima dove possa andare a finire la sfera». 

Gli allenamenti hanno ovviamente un ruolo particolare, ma serve altro. «Come ogni sabato, da 13 anni a questa parte – ricorda Vitale – c’è la sessione dedicata ai rigori: ma ci si può allenare solo fino a un certo punto. Il segreto è quello di intuire la traiettoria del pallone. Da qualche stagione è un po’ più facile studiare il calcio degli avversari, grazie alle tante riprese e ai video che è possibile reperire». Anche tranquillità ed esperienza, poi, giocano un ruolo importante: «Chi non ha mai indossato i guanti difficilmente può capire le sensazioni che si provano stando in porta. Sono sincero – ammette Vitale – probabilmente avevo più tensione nelle partite precedenti. All’inizio c’è stata adrenalina, ma poi è svanito tutto. Sono abituato a queste pressioni, è la mia terza promozione negli ultimi cinque anni».

La soddisfazione più grande, dopo la festa post partita, sono stati i tanti complimenti ricevuti: «È stato bello svegliarsi il giorno dopo con ancora in mente le emozioni dei 120 minuti di partita. Ho trovato tanti messaggi da parte di amici, ex compagni e direttori sportivi. Ciò che mi ha reso più orgoglioso, però – specifica Vitale – sono i complimenti dei miei colleghi. Un attestato di merito che vale più di ogni altra cosa». Il tempo di gioire, comunque, non sarà tantissimo: non esistono pause per superman Virgilio Vitale che, tra qualche giorno, partirà in direzione Viareggio per difendere i legni del Sicilia Beach Soccer, squadra impegnata nel massimo campionato nazionale. «Non mi fermo praticamente mai – ammette sorridendo l’intervistato – ma fare ciò che più ti piace allontana ogni tipo di stanchezza».


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