Berlusconi apre la crisi, Letta rischia di restare con il cerino in mano. Mentre i grillini…

LA SPERANZA E’ CHE IL PD NON SI CONVINCA A GOVERNARE CON ‘TRANSFUGHI’ E SENATORI A VITA: SAREBBE L’INIZIO DELLA ROVINA PER LA SINISTRA ITALIANA OGGI VITTIMA DI UN DEMENZIALE EUROPEISMO

di Economicus

Silvio Berlusconi, com’era prevedibile, ha aperto la crisi di Governo. Si profila, adesso, una fase politica convulsa che, sul piano logico, dovrebbe portare alle elezioni. Con la sua solita abilità, il Cavaliere ha lasciato il Presidente del Consiglio, Enrico letta, con il cerino tra le mani. Il cerino che rischia di bruciare le mani del Governo e quelle del centrosinistra è l’Iva.

Berlusconi si è sfilato dal Governo. Dichiarando, anzi, ribadendo la sua contrarietà all’aumento dell’Iva. Una mossa politica ed elettorale. Politica perché il Cavaliere è sempre stato contrario ad Imu e aumento dell’Iva. Elettorale perché sa che Letta, oltre ad essere un esponente del PD con un passato democristiano, è anche più o meno vicino al gruppo Bilderberg-Aspen: gruppo che lavora per trasformare l’Italia in un Paese di ‘sudditi’.

Letta, prima di andare via da Palazzo Chigi – questo pensa Berlusconi, ed è difficile dargli torto – aumenterà di un punto l’Iva. E farà guadagnare un sacco di voti agli avversari, forse più al Movimento 5 Stelle che al Pdl.

Una tesi – che noi ci auguriamo non prenda piede – sarebbe quella di far continuare a governare Letta con i transfughi del Pdl e del Movimento 5 Stelle e con i senatori a vita nominati di recente dal Presidente della Repubblica, Napolitano. Per la Sinistra italiana sarebbe un completo disastro. Vediamo di illustrare il perché.

Un Governo Letta bis – o un altro esecutivo presieduto da un altro esponente del PD – avrebbe un senso se promotore e attuatore di una svolta radicale: per esempio, l’uscita dell’Italia dall’euro. Ma quest’ipotesi – almeno per ora – nel è nelle ‘corde’ del PD, costretto a ‘recitare’ la parte della forza politica ‘europeista’, anche se l’Europa ‘unita’ è un totale fallimento, soprattutto alla luce della disastrosa vittoria della Merkel in Germania.

Che significa questo? Semplice: che un eventuale Governo a guida PD ‘rattoppato’ con transfughi e senatori a vita sarebbe costretto a proseguire nella demenziale politica del ‘rigore’ imposta dalla Germania. Nel giro di un anno, con oltre il 60 per cento degl’italiani all’opposizione, questo Governo verrebbe travolto prima sul piano sociale e politico e poi su quello elettorale.

E allora? Tanto vale chiudere questo capitolo e tornare alle urne. Tenendo conto che a fronteggiarsi, ormai, sarebbero sempre i tre poli: PD, Pdl e Movimento 5 Stelle. E che a vincere potrebbe essere proprio il Movimento 5 Stelle, nonostante la campagna di denigrazione (o forse proprio per questo) che il sistema mediatico italiano, in modo goffo, ha portato avanti in questi mesi.

Del resto, Grillo – che sa di avere concrete possibilità di conquistare la maggioranza relativa in caso di elezioni – ha già ammorbidito la sua posizione sull’euro: per ora non predica più la fuoriuscita dell’Italia dall’Eurozona, ma la ridiscussione del debito italiano. In pratica, dice la stessa cosa, ma con parole diverse, perché oggi l’Unione Europea esiste perché una parte di essa specula sull’altra parte. Nell’Europa delle banche e della finanza arrembante la speculazione sul debito è la ragione ‘politica’ della stessa Europa falsamente ‘Unita’.

L’unica soluzione è uscire da questo sistema euro truffaldino che, non a caso, risulta molto ‘interessante’ per gli speculatori e per le varie mafie, comprese quelle italiane.

 


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