Banche, taglio di 44 miliardi alle imprese

Come mai le imprese italiane chiudono? Come mai i disoccupati aumentano? C’è qualcuno che si preoccupa di finanziare l’economia? C’è qualcuno che si preoccupa di vigilare sul mercato creditizio? Certo che no. L’ennesima conferma arriva da un report di Standard & Poor’s secondo cui  nel 2012 le imprese italiane hanno subito tagli per 44 miliardi di euro da parte delle banche. Una situazione che costringe il nostro tessuto produttivo a ricorrere sempre più alle emissioni obbligazionarie.

Tral’altro, la sostituzione del debito bancario con quello obbligazionario non sembra una scelta vincente per lo  “scarso interesse” da parte degli investitori istituzionali italiani per le emissioni delle medie imprese (in media l’80% delle obbligazioni sono state sottoscritte da investitori esteri) e “dell’assenza di un mercato sviluppato del private placement”.

Insomma, le banche in Italia e in Europa a che o a chi servono? A sostenere le dissennate politiche del sistema monetario europeo, a quanto pare. Non a caso, la settimana scorsa, la sede della Bce, a Francoforte,  è stata assediata da centinaia di manifestanti inferociti da un sistema che affama la gente e protegge le banche. La stessa Banca centrale europea  ha versato nella casse degli istituti di credito europeo oltre  529,53 miliardi di euro. Secondo fonti della banca d’Italia, le banche italiane avrebbero ricevuto 139 miliardi di euro lordi.  Con tassi di interesse all’1%. Che ne hanno fatto?

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