«Nessuna violenza» sul cadavere di Vincenzo Lattuca, il fratello della donna scomparsa che era indagato

Nessun trauma e nessuna traccia di violenza. Sono le prime indiscrezioni che emergono dall’autopsia che è terminata nel primo pomeriggio di oggi sul cadavere di Vincenzo Lattuga. Il 43enne fratello di Gessica, la 27enne madre di quattro figli scomparsa da Favara (nell’Agrigentino) il 12 agosto del 2018. L’uomo è morto martedì notte, prima di arrivare al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento, dopo essere stato colto da un malore improvviso mentre si trovava a casa del padre, dove viveva. Appena una settimana prima, era stata diffusa la notizia che era indagato con l’accusa di omicidio aggravato e occultamento del cadavere della sorella (che non è mai stato ritrovato) in concorso con ignoti della sorella. Sul decesso la procura aveva aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti per spaccio di droga e morte quale conseguenza di altro reato, ipotizzando come causa un’overdose di eroina. Parlando a MeridioNews, il suo avvocato Salvatore Cusimano aveva dichiarato che «tra le voci che girano con insistenza, c’è anche quella che qualcuno possa avergli voluto definitivamente chiudere la bocca».

L’esame autoptico – su incarico del procuratore reggente Salvatore Vella – è stato eseguito dal medico legale Alberto Alongi, assieme a un tossicologo. Non essendo stati riscontrati traumi o tracce di violenza, sembra accreditarsi l’idea dei pubblici ministeri e dei poliziotti della squadra mobile, di un gesto volontario di assunzione stupefacenti. Adesso, però, bisogna aspettare gli esiti degli esami tossicologici che stabiliranno, con certezza scientifica, di che tipo di droga il 43enne abbia fatto uso, quale era la composizione e con che sostanza è stata tagliata. 


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