Gli auguri del presidente Schifani: dalla ricandidatura «proposta da tutti» a nuove regole nella Sanità

Incontro di fine anno a Palazzo d’Orleans: un’occasione, per il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, non solo di condividere gli auguri ma, soprattutto, risultati e nuovi obiettivi. Molti i temi affrontati: i termovalorizzatori, la nuova control room per fronteggiare gli incendi nei boschi, la parifica della Corte dei Conti che dovrebbe sbloccare due miliardi di risorse da potere spendere. E ancora, le nuove regole da applicare per la scelta dei manager delle aziende sanitarie e il regolamento dell’Ars da riscrivere. E, non ultimo, il bis alla presidenza della Regione. A incontrare la stampa per i consueti auguri di fine anno sono stati due Schifani: uno a scartamento ridotto e uno a media velocità. Con risultati da orgoglio e altri su cui sorvolare, ammiccare o tacere.

Le questioni politiche più urgenti

Il voto segreto da eliminare

«Elemento condizionante dell’attività del governo – così Schifani definisce il voto segreto all’Ars – che crea strutturalmente instabilità. Dobbiamo avere il coraggio di modernizzare il regolamento», dice, sposando quanto già espresso dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Ma il governatore va oltre, descrivendo un «sistema che non permette l’espressione reale della democrazia» e auspicando una «riforma ampia e organica che si ispiri a quella del Parlamento nazionale». Temi su cui, ha annunciato, discuterà proprio con «il presidente dell’Ars Galvagno, con cui il rapporto è solido ed è stato fondamentale».

La riconferma alla presidenza della Regione

Tanto che sulle elezioni 2027 risponde: «I presidenti delle Regioni sono sempre tutti stati confermati, sto lavorando». Presunta regola già smentita da MeridioNews. «La mia non è una rivendicazione, questa candidatura mi è stata proposta da tutti gli alleati – continua. – Fermo restando che i leader nazionali sono liberi di valutare diversamente e cambiare metodo. Ma non mi risulta che sia cambiato». Almeno una mano avanti, insomma, prima di buttarla in caciara: «A meno che, un mese prima, non impazzisca e decida di dedicarmi ai miei nipoti. La politica è imprevedibile, sono sereno». Espressione poco felice in quest’ambiente, in cui riecheggia il messaggio di Matteo Renzi a Enrico Letta.

Gli alleati di governo: rimpasto sì o no?

«Non ho ben compreso cosa sia accaduto con l’Mpa la sera della approvazione della Finanziaria – continua Schifani -. Non c’era nessuno dei parlamentari, ma escludo fosse un fatto politico. Penso più alla causalità che, magari, poteva essere evitata», è il tentativo di salvataggio del rapporto. Che, per Schifani, c’è ancora: «Quando Lombardo verrà ai vertici di maggioranza sarò felice di offrirgli un caffè». Arriva, però, la conferma ufficiale: a gennaio ci sarà un ampio rimpasto di giunta. A partire dai due posti vuoti a ex guida DC. «Non posso mantenere ancora delle caselle vuote – spiega Schifani -, gli assessorati devono funzionare. Quella scelta rimane, su un partito che ha dimostrato di avere modelli gestionali non consoni alla mia idea di trasparenza e legalità». Nessun dubbio anche su Cateno De Luca: «Ha votato la mozione di sfiducia e non la manovra di stabilità. È stato un mio avversario politico e lo rimane».

I conti della Regione

L’enfasi è tutta per i positivi risultati economici della Sicilia: specie per le certificazioni delle agenzie di rating e i report dei centri studi. Focus sull’azzeramento del disavanzo della Regione e sull’avanzo di oltre 2 miliardi, con merito al predecessore Nello Musumeci per avere avviato «il trend di riduzione». «La manovra – prosegue Schifani – è stata messa in salvo nei suoi punti essenziali, come la decontribuzione da 200 milioni. Mai in passato misure così forti e ampie per dare una scossa all’economia». E difende il passaggio dell’impianto originario della legge, ma «non capisco la richiesta dello stralcio – dice – soprattutto dell’articolo 31 con un intervento da 10 milioni per ridurre i costi dell’export delle imprese siciliane». Sull’Irfis – l’istituto di credito speciale per lo sviluppo della Sicilia -, infine, non ha dubbi: «Io lo definisco un giocattolo eccezionale. È un polmone per l’amministrazione, perché funziona».

I temi caldi: dagli annunci sugli incendi alla Sanità

Insieme agli auguri di Schifani, arriva anche l’annuncio dell’inaugurazione, a settembre, della nuova control room unificata della Regione siciliana. Per affrontare la criminalità dei boschi e prevenire gli incendi anche attraverso i sistemi satellitari. A proposito dei termovalorizzatori, invece, Schifani comunica: «A febbraio i progettisti dovrebbero consegnare gli schemi degli impianti e stiamo lavorando con Bruxelles per la condivisione del piano rifiuti».

«Il sistema di nomina dei manager della Sanità non ha funzionato nel tempo – ammette il presidente – Con la politica che ha invaso la gestione della sanità, riducendone la qualità e indebolendola». La soluzione, spiega, sono le nuove regole stabilite dalla giunta: «Sarà garantita un’alta qualità in cui la politica avrà poco da dire». Oggi, intanto, si concluderà la designazione di Alberto Firenze alla guida dell’Asp di Palermo e di Giorgio Santonocito al Policlinico di Catania. Parola d’ordine del 2026, poi, secondo Schifani: «Salvare Taormina» e la sua cardiochirurgia pediatrica. Scavalcando i limiti imposti dal decreto Balduzzi, come già successo in Veneto, e permettendo alla Sicilia di tenere due strutture.


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