Turismo e viabilità, il paradosso della provincia di Trapani e l’assenza della segnaletica

Segnaletica carente in uno dei territori più visitati della Sicilia: è questo il paradosso che caratterizza la provincia di Trapani, dove l’assenza di cartelli turistici lungo alcune arterie principali rischia di disorientare i visitatori. Eppure si tratta di un’area dalle enormi potenzialità, favorita dal clima mite tutto l’anno e da un patrimonio di bellezze storiche, naturalistiche ed enogastronomiche che rappresentano un forte polo attrattore. Numeri destinati a crescere ulteriormente grazie alle nuove tratte aeree verso l’aeroporto di Trapani-Marsala Birgi.

Il nodo dell’assenza della segnaletica in provincia di Trapani

Proprio lungo la Strada provinciale 21, che collega Trapani e Marsala passando per l’aeroporto, emerge una criticità che si trascina da anni. Percorrendo il tratto da Marsala fino all’ingresso di Trapani, passando per la rotonda dello scalo, si nota la quasi totale assenza di cartellonistica che indichi direzioni fondamentali come Erice, Custonaci e San Vito Lo Capo. I pochi cartelli presenti indicano infatti solo il capoluogo. Una carenza ancora più evidente per quanto riguarda le indicazioni turistiche: mancano riferimenti verso mete come le saline di Paceco, la Riserva dello Zingaro e Monte Cofano. Fa eccezione il tratto verso Marsala, dove sono segnalate la Riserva dello Stagnone e Mozia. E se oggi molti si affidano ad app digitali, resta chi preferisce metodi tradizionali di orientamento.

Le prospettive di intervento

Una situazione già evidenziata in passato e che potrebbe ora cambiare. La nuova amministrazione del Libero Consorzio comunale di Trapani ha annunciato interventi mirati. «La recente approvazione del Rendiconto 2025 consente di liberare risorse importanti, circa 22 milioni di euro di avanzo libero – ha spiegato il presidente Salvatore Quinci -. Nel sistema della viabilità assume una funzione assolutamente importante la pianificazione di una nuova cartellonistica stradale». Prevista una mappatura dell’esistente, giudicato «insufficiente e in parte usurato», e un nuovo progetto in linea con le esigenze del territorio. Volontà politica, risorse finanziarie, impegno amministrativo e tecnico seguiranno lo stesso percorso».


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