È partita l’offensiva di Fratelli d’Italia. Che, lancia in resta, punta alla Sanità regionale. E potrebbe rinunciare alla delega al Turismo. Mentre Forza Italia si prepara alla resa dei conti interna, per sostituire i due assessori tecnici e colmare i vuoti dovuti all’esautorazione di Messina e Albano, rei di essere in quota DC, nuovi movimenti […]
Assalto al potere con le nomine degli assessori. In attesa delle decisioni romane
È partita l’offensiva di Fratelli d’Italia. Che, lancia in resta, punta alla Sanità regionale. E potrebbe rinunciare alla delega al Turismo. Mentre Forza Italia si prepara alla resa dei conti interna, per sostituire i due assessori tecnici e colmare i vuoti dovuti all’esautorazione di Messina e Albano, rei di essere in quota DC, nuovi movimenti danno vita all’Ars in questo periodo di ripristino della normalità. Dopo la lunga pausa natalizia. Ritemprati, i sette deputati Dc all’Ars sembrano pronti a fondare un nuovo gruppo. Unica possibilità per proporre al presidente Schifani un nome per quella dovrà essere la nuova giunta. Nel frattempo si attende il 14 gennaio. Giorno in cui è fissata l’udienza che segnerà il destino dell’assessora meloniana Elvira Amata. Sulla quale pende una richiesta di rinvio a giudizio.
Mentre le segreterie politiche dei diversi partiti serrano i ranghi, pesano come un macigno le parole di Luca Sbardella, commissario regionale di FdI, che parla dell’imminente convocazione di un vertice di maggioranza: «Dobbiamo affrontare la questione delle nomine degli assessori e quella delle candidature per le amministrative di primavera». Su una cosa non ha dubbi Sbardella: non ci sarà posto per la Dc, estromessa dalla giunta dopo la richiesta dei domiciliari per Cuffaro: «Dobbiamo decidere insieme come gestire i due assessorati al momento retti ad interim dal presidente. Diciamo tendenzialmente che non tornano alla Dc come l’abbiamo conosciuta. Bisogna vedere come si riorganizzano loro».
Le possibili nomine degli assessori
Sulle deleghe spettanti a FdI ha le idee chiare. «Abbiamo la questione legata alle vicende giudiziarie dell’assessore al Turismo Elvira Amata – ha proseguito Sbardella – . Bisogna vedere se viene rinviata a giudizio e come. C’è l’ipotesi di sostituirla con la senatrice Carmela Bucalo. A questo punto si potrebbe mettere in moto anche il meccanismo per la sostituzione dell’assessore Scarpinato che andrebbe al Senato. Le ipotesi di sostituzione sono varie».
L’obiettivo dei meloniani è quindi quello di mettere sul tavolo un rimpasto delle deleghe: «Non ci opporremo se gli altri sono d’accordo», conferma Sbardella. Che però rilancia sull’assessorato della Salute guidato dalla tecnica in quota FI Daniela Faraoni: «Non siamo pienamente soddisfatti di come è gestita la Sanità e siamo disposti a dare il nostro contributo». Il nome sul tavolo potrebbe essere quello dell’attuale capogrupppo all’Ars Giorgio Assenza, mentre per Bucalo FdI potrebbe chiedere l’Istruzione, oggi in capo alla Lega. Che, però, non sembra esseri resa ancora disponibile.
Non sembra però scontato che Forza Italia rinunci alla poltrona della Sanità. Anche perché questa delega pesa oltre la metà del bilancio regionale. Ma gli azzurri hanno un problema. Le spaccature che rendono difficile indicare due nomi al posto degli attuali assessori tecnici, oltre a Faraoni anche quella affidata a Alessandro Dagnino, l’Economia. Ma FI attende l’arrivo sull’isola del leader nazionale Antonio Tajani, che venerdì e sabato prossimi farà tre tappe in Sicilia – a Palermo, Messina e Catania – per incontrare i dirigenti del partito. E quindi del vertice di maggioranza se ne potrà parlare solo dopo la benedizione romana. Che potrebbe prevedere il coinvolgimento, nel rimpasto, dell’ala dei dissidenti.
La nuova Forza Italia
Quella potente frangia guidata dal capogruppo alla Camera Giorgio Mulè, dal deputato Tommaso Calderone e dall’eurodeputato Marco Falcone. Che non a caso mercoledì scorso si sono incontrati a pranzo a Messina per rinsaldare l’asse. «Ribadiamo la nostra fiducia nel governo regionale – dichiara Falcone – ma non siamo interessati al toto-nomi sugli assessori. La nostra priorità è rafforzare e strutturare il partito nell’Isola». Piccoli smottamenti di potere in casa azzurra si leggono inoltre dal comportamento dell’assessore Edy Tamajo. Che qualche giorno fa ha incontrato, con tanto di selfie su Fb, la sottosegretaria Matilde Siracusano, compagna del governatore forzista della Calabria Roberto Occhiuto che ha lanciato una corrente pronta a rottamare i vecchi big del partito, Schifani incluso.
Comunque vada, il governatore siciliano sta cercando di preparare la sua controffensiva. Il suo jolly potrebbe essere la proposta di un assessorato per il deputato catanese Nicola D’Agostino, vicino all’ex ministro Salvatore Cardinale, che pubblicamente continua a dichiarare sostegno a Schifani e Caruso ma che è molto critico sulla gestione del partito. La strada del rimpasto sembra sempre più una trazzera delle Madonie: piena di buche e tutta in salita. Così come quella della stabilità politica regionale.