Gela, governo Musumeci aumenta rifiuti nella discarica Insorge la riserva naturale: «Forte impatto ambientale»

La necessità di trovare soluzioni a breve termine alla questione dei rifiuti rischia di creare nuovi cortocircuiti. Per quanto maggio si avvia alla fine e la discarica di Lentini continui a operare a dispetto dei moniti del mese scorso, la Regione cerca di preparare il terreno per la nuova redistribuzione della spazzatura nei siti di abbancamento dell’isola. Nella convinzione che per lo stop di Sicula Trasporti sia soltanto questione di tempo e che per pianificare l’invio dei rifiuti all’estero di tempo ne serva ben di più. Su questo sfondo qualche tensione si è registrata nei giorni scorsi sull’asse Palermo-Gela

La città nissena ospita una delle poche discariche pubbliche in attività e, nei piani del governo Musumeci, avrà un ruolo importante per sopperire ai disagi. Per questo nei giorni scorsi è stato autorizzato un aumento della capacità giornaliera: da 450 a 950 tonnellate di rifiuti. Nel decreto si menzionano le ordinanze con cui Musumeci ha disposto una gestione speciale dei rifiuti alla luce delle difficoltà determinate del Covid-19: dall’aumento dell’indifferenziata prodotta dalle abitazioni che ospitano positivi ai contagi tra gli operatori ecologici, fino all’intasamento degli impianti di stoccaggio dei rifiuti destinati al riciclaggio per una contrazione della domanda. In realtà, però, il principale problema è logistico: serve trovare lo spazio per portare i rifiuti di circa 150 Comuni. Quelli che in questi anni hanno fatto riferimento ai fratelli Leonardi a Lentini.

Fin qui tutto normale o quasi. Le cose cambiano nel momento in cui l’autorizzazione data dalla Regione all’Srr Caltanissetta Provincia Sud è arrivata senza tenere conto del parere contrario espresso dall’ente gestore della riserva del Biviere, chiamato a pronunciarsi sull’incidenza ambientale del progetto. Per l’esattezza, l’assessorato all’Ambiente ha deciso di andare avanti nell’iter interpretando come silenzio-assenso la mancata ricezione entro i termini del documento. Il parere è stato recapito a Palermo giovedì scorso e contiene una lunga serie di rilievi secondo cui la decisione della Regione rischia di compromettere ancora di più un territorio che già risente, a livello ambientale, di pressioni di diversa natura pur ospitando una delle aree di maggiore interesse e per questo riconosciute dalla Comunità europea. 

«Premesso che l’istituto del silenzio assenso non è applicabile nella Vinca (valutazione d’incidenza ambientale, ndr)», si legge in apertura del documento. Per la Lipu i motivi per ritenere rischioso l’aumento dei quantitativi giornalieri nella discarica di contrada Timpazzo sono tanti. Ma il parere mette in discussione anche la stessa presenza della discarica, autorizzata nel 2013 ma a determinate condizioni che non sarebbero state rispettate. Tra queste c’è la mappatura dei rifiuti abbandonati nell’area e la bonifica delle microdiscariche che deturpano il territorio. Tali osservazioni, stando a quanto appreso da MeridioNews, potrebbero portare alla riapertura da parte della commissione tecnico-specialistica dell’assessorato dell’iter di valutazione del progetto di potenziamento della discarica. Dal canto suo, la stessa Cts, pur essendo stata rassicurata dalla Srr del rispetto delle prescrizioni che avevano accompagnato l’autorizzazione del 2013, ha esplicitato nel proprio parere di avere prova documentale entro sei mesi. 

Ma se tanto potrebbe già bastare a complicare il quadro per il governo Musumeci, all’orizzonte si prospetta un altro grattacapo per il governo. Riguarda sempre la discarica di contrada Timpazzo ed è legato alla volontà – espressa ad aprile con una delibera di giunta – di ampliare il sito. Per farlo la giunta ha stanziato 15 milioni. L’intenzione però si andrebbe a scontrare con quanto previsto dal piano regionale dei rifiuti, approvato nei mesi scorsi con la piena soddisfazione del governo. Nel piano, infatti, viene specificato che i siti della Rete Natura 2000 non possono ospitare la «realizzazione di nuovi impianti o la possibilità di realizzare modifiche sostanziali agli impianti esistenti».


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