Il paese dei Nebrodi che sta vivendo un mini lockdown Vicesindaco: «In corso screening di tutta la popolazione»

In un paesino dei Nebrodi che conta poco meno di 2700 abitanti, 69 sono risultati positivi al nuovo coronavirus. «Di oltre cinquanta sospetti stiamo ancora aspettando i risultati ed entro domani contiamo di avere fatto lo screening di tutta la popolazione». È il vicesindaco di Galati Mamertino (Messina) Vincenzo Amadore a fare il punto della situazione. Al momento, ci sono anche interi nuclei familiari in isolamento domiciliare. «Non sappiamo ancora da dove sia partito il focolaio ma – spiega a MeridioNews – circa il 75 per cento dei contagi è concentrato nella frazione di San Basilio, che conta novecento abitanti». Ieri intanto il sindaco Antonio Baglio ha emesso un’ordinanza restrittiva che non sembra differire molto da una zona rossa.

Il primo caso di positività al Covid-19 è stato registrato lo scorso lunedì. «Si tratta di un signore che è andato a fare dei controlli dal medico per altri motivi e così – ricostruisce Amadore – ha scoperto di avere contratto il virus». Positivo ma asintomatico, come quasi tutti i casi di questo piccolo comune dei Nebrodi. «Solo una piccola parte ha sintomi febbrili e influenzali e, per fortuna, al momento per nessuno è stato necessario il ricovero in ospedale». Intanto, dalla scorsa settimana a oggi sono già stati fatti cinquecento test rapidi e altrettanti sono già stati programmati per i prossimi giorni.

Con la misura adottata dal primo cittadino sono stati impediti gli spostamenti da e verso Galati Mamertino (e anche all’interno del territorio del comune stesso) se non per motivi di lavoro e stretta necessità; sono state chiuse le scuole per sette giorni ed è stato sospeso il mercato ortofrutticolo settimanale. Intanto dalla Regione, qualora i test dovessero dare ulteriori esiti positivi, potrebbe arrivare la decisione di istituire una vera e propria zona rossa. «Non cambierebbe poi molto rispetto all’ordinanza – dice il vicesindaco – che prevede già una forte stretta, una sorta di mini-lockdown. Quello di cui siamo certi al momento – conclude Amadore – è che chi esce dal nostro paese è negativo perché è stato sicuramente controllato».


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