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L'impero dei Leonardi, la famiglia sicula dei rifiuti
Dalla gigantesca discarica al piano per l'inceneritore

Che «la munnizza è oro» loro lo avevano capito da tempo. I rifiuti sono sempre stati l'interesse principale fin da quanto il patriarca Giuseppe ha fondato la Sicula Trasporti. Oggi finita sotto nel mirino delle fiamme gialle nell'operazione Mazzetta sicula

Marta Silvestre

Che «la munnizza è oro» i Leonardi lo hanno capito da tempo, diventando in Sicilia la famiglia reale dei rifiuti. Sono loro a gestire il colosso Sicula Trasporti, la società che ha in mano la discarica di contrada Grotte San Giorgio, a Lentini. Il più grande impianto per i rifiuti nell'isola con fatturati da milioni di euro  e che, adesso, è finito sotto la lente d'ingrandimento della guardia di finanza. Nell'operazione Mazzetta sicula nove persone sono state indagate per traffico illecito di rifiuti, corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa e sono stati sequestrati beni per un valore di 116 milioni di euro

Nell'operazione di oggi Salvatore Leonardi è finito ai domiciliari mentre il fratello Antonello si trova dietro le sbarre. Sarebbe quest'ultimo, in particolare, ad avere ereditato dal papà, il capostipite Giuseppe, parte di un impero che negli ultimi anni è cresciuto in maniera imponente. Immobili, alberghi, attività commerciali e il calcio: sono diversi gli interessi su cui i Leonardi hanno messo le mani (di recente, si vociferava di un loro interesse - mai confermato - anche nell'acquisto del Calcio Catania e nell'ingresso nella compagine societaria de La Sicilia). Il figlio di Antonello, Giuseppe, è il presidente - non indagato - della squadra di calcio Sicula Leonzio, che gioca in serie C. Dall'indagine di oggi sono emerse anche nebulosi rapporti con il clan mafioso dei Nardo, alleato della famiglia di Cosa nostra catanese Santapaola-Ercolano.

Il più importante affare di famiglia resta comunque la Sicula trasporti, la società che gestisce la mega discarica che accoglie i rifiuti di 240 Comuni siciliani e, in pratica, tiene in piedi il traballante sistema di raccolta nell'isola. Nella miniera d'oro dei Leonardi, nel settembre dello scorso anno, il prefetto di Catania Claudio Sammartino ha inviato un'ispezione della Direzione investigativa antimafia per accertare eventuali irregolarità amministrative. L'indagine potrebbe essere nata da un'estorsione da parte del clan Pillera, in cui sarebbe da chiarire il ruolo degli imprenditori. L'esattore Massimo Scaglione - arrestato lo scorso luglio - è stato ripreso diverse volte dalle telecamere mentre entrava e usciva dalla Sicula. 

Da quando il patriarca Giuseppe ebbe l'idea di fondare la Sicula trasporti e realizzare la discarica, l'impero Leonardi non ha mai smesso di espandersi. A poco a poco molti dei terreni attorno sono stati acquisiti. Adesso in una parte dell'area vastissima sotto il controllo dei Leonardi, ben protetta da un rigido servizio di vigilanza, dovrebbe nascere anche il primo inceneritore della Sicilia. Un affare da cento milioni di euro che, però, come emerso dalla relazione della commissione regionale Antimafia sul ciclo dei rifiuti, l'assessore al Territorio Toto Cordaro sembra non conoscere. «Presidente, io non vorrei deluderla ma neanche so chi siano i Leonardi», ha risposto a Claudio Fava che gli chiedeva conto proprio del progetto del termovalorizzatore. «Eppure - sottolinea la relazione dell'Antimafia - di motivi per conoscere i Leonardi ve ne sono più d’uno».

Qualche mese fa, è venuto fuori anche il piano per raddoppiare la discarica. Il progetto - arrivato sul tavolo della Regione Siciliana e del Comune di Lentini - prevede di trasformare altri 262mila metri quadri (un'area grande 37 volte il campo dello stadio Massimino di Catania) da agricoli a cimitero di rifiuti. Dal 2011 al 2018, tra l'altro, l'impianto ha avuto già tre ampliamenti. 

Nemmeno il coronavirus ha fermato gli affari della famiglia Leonardi. A marzo il management dell'azienda è cambiato. Accanto ai tre fratelli Antonello, Salvatore e Agata sono subentrate due figure nuove: l'avvocato Vito Branca e il manager Carmine Spina. Il primo, tributarista catanese e attuale presidente della partecipata della Regione Riscossione Sicilia, è stato nominato presidente del consiglio d'amministrazione della Sicula Trasporti. Il secondo è stato scelto come amministratore delegato in coabitazione con Antonello Leonardi. Meno di un mese fa dalla Sicula era arrivato un ultimatum alla Regione: la deadline del 30 giugno per il conferimento dei rifiuti a Grotte San Giorgio.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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