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San Cataldo, fermata banda autrice di diversi furti
Merce veniva rivenduta ai compro oro e su internet

Operazione dei carabinieri di Caltanissetta nei confronti di un gruppo di giovani, tutti tra i 20 e i 30 anni. Gestivano pure un giro di spaccio in un garage di San Cataldo, ma al centro del loro business c'erano i furti. Guarda il video

Alberto Sardo

Furti in serie, soprattutto in appartamenti e case di campagna. Circa 40 quelli ricostruiti dai carabinieri di Caltanissetta che ieri mattina hanno eseguito 11 misure cautelari emanate dal Gip su richiesta della Procura di Caltanissetta nei confronti di un gruppo di giovani di San Cataldo, tutti tra i 20 ed i 30 anni. 

Monili in oro, televisori, attrezzature da lavoro e in un caso anche una gabbia con pappagalli di valore. Il gruppo non si faceva alcuno scrupolo quando si presentava la possibilità di un guadagno facile. Neanche quando c'era da alleggerire un amico o un conoscente, come nel caso di un portafoglio appartenente all’amica della fidanzata di uno degli indagati: svuotato dei contanti, circa 400 euro, prima di essere restituito. 

L’operazione Kitt 2, condotta dai militari della Compagnia di Caltanissetta e dal Nucleo operativo radiomobile, è la prosecuzione di un’omonima operazione conclusa nel 2017 sempre tra Caltanissetta e San Cataldo. I reati contestati si riferiscono ad un periodo che va dal 2015 al 2018. Parte della refurtiva, complessivamente del valore di 200mila euro, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Gli oggetti preziosi rubati venivano smerciati tramite compro oro, mentre altre tipologie di oggetti venivano venduti anche su internet. In uno dei più famosi store online si è imbattuta una delle vittime che ha riconosciuto una fisarmonica, rubata e messa in vendita su Subito.it

In conferenza stampa il colonnello Baldassare Daidone, comandante provinciale dell'Arma, ha ricostruito questo e altri episodi in cui le vittime erano amici o conoscenti. Circa 100 militari sono stati impegnati dalle prime ore di stamane nell’operazione che ha portato quattro persone in carcere, quattro ai domiciliari mentre per due indagati il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Sono stati trasferiti in carcere Elia Guttadauria, classe '92, a cui sono contestati i reati di furto aggravato, furto in abitazione e ricettazione; Andrea Raimondi, classe 1997, per furto aggravato, furto in abitazione, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti; Manuel Dell’Aira, il più giovane, nato nel 1998, accusato di furto aggravato, furto in abitazione, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti; Salvatore Raimondi, il più grande, classe '90 a cui viene contestato il reato di ricettazione. Ai domiciliari vanno invece Valentina Cuda (classe 1994, per lei le accuse sono di furto e ricettazione); Michele Antonio Novembre, classe 1997 (furto in abitazione), Angelo Di Forte del 1995 (furto in abitazione e detenzione ai fini di spaccio), Giovanni Riggi , classe 1996, accusato di ricettazione e Vincenzo Intilla del 1995 accusato di furto aggravato. 

https://youtu.be/XAPgPgHKr7g

Il capitolo dello spaccio vede al centro degli affari un garage di San Cataldo dove alcuni degli indagati erano soliti riunirsi. Lì sono state filmate alcune cessioni. I clienti erano anche giovanissimi e lo stupefacente di scarsa qualità. Motivi che a più riprese hanno indotto i carabinieri a intervenire per stoppare l’attività di vendita, pur continuando le indagini che hanno portato all’emissione dell’ordinanza cautelare di oggi da parte del Gip di Caltanissetta, Graziella Luparello. 

«Quasi tutti gli indagati odierni hanno precedenti specifici – ha spiegato il capitano Salvatore Vilona , comandante della Compagnia di Caltanissetta –. L’azione di contrasto avvenuta nel corso di quattro anni ha portato al sequestro di circa un chilogrammo di sostanza stupefacente». I furti in abitazione sono reati che provocano allarme sociale, ammette il colonnello Daidone. «Il furto investe tutti – spiega - sia le persone più umili che quelle che stanno bene economicamente e nel caso di episodi ripetuti si crea inevitabilmente allarme sociale. Sono problematiche che affrontiamo e contrastiamo quotidianamente in sede di comitato per l'ordine pubblico coordinato dal prefetto, insieme alle altre forze di polizia, al questore e al comandante provinciale della guardia di finanza».

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