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Azioni violente e il documento per il nuovo nazismo
«Gli ebrei vanno sterminati, sforneremo un esercito»

Emergono i dettagli dell'operazione Ombre nere della Dda di Caltanissetta che vede indagati 19 fanatici. Agghiaccianti le intercettazioni e il materiale trovato durante le perquisizioni: «Sposerei un ebreo solo per torturarlo giorno dopo giorno»

Salvo Catalano

Foto di: Aurora Carattere Clandestino

Foto di: Aurora Carattere Clandestino

«Questi devono avere la stella di David marchiata a fuoco sulla fronte dalla nascita così non sfuggono, le donne vanno sterilizzate tutte quelle cagne e gli uomini vanno castrati, questo è il metodo migliore... io non capisco perchè Hitler non ci abbia pensato». Così parlava uno dei 19 indagati dalla Direzione distrettuale di Caltanissetta che ha sollevato il velo su una rete di fanatici di estrema destra. L'operazione Ombre nere è partita dal monitoraggio di alcuni neofascisti di Enna ma si è rapidamente allargata a molte altre parti d'Italia. In Sicilia le perquisizioni hanno riguardato anche Siracusa e Messina. Uno degli indagati, nella provincia di Monza Brianza, è stato arrestato per detenzione illegale di armi. 

Agghiaccianti le frasi intercettate dagli investigatori (Digos di Enna sotto il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione - Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni): «Ammiro Hitler perché li bruciava tutti. Sono razzista, fascista e sono felicemente omofobo», affermava uno degli indagati, dichiarando apertamente «guerra agli ebrei… fulcro di ogni problema». 

E ancora nei dialoghi spesso viene condivisa la necessità di avviare azioni violente, facendo riferimento a un canale aperto di fornitori in grado di munirli di kalashnikov a 150 euro. Un altro indagato si dice pronto a passare all’azione, vantando la sua pregressa esperienza militare: la sua idea sarebbe stata iniziare con «un'azione minima», lanciando una bottiglia incendiaria in una sede dell'Anpi a Milano o Genova da far lanciare a un marocchino per depistare. E chi lo ascoltava rispondeva vantandosi di girare con una corda in auto pronto a usarla, non avendo remore se necessario a «spezzare una carotide».

Tra il materiale sequestrato anche volantini con insulti ai parlamentari Emanuele Fiano e Laura Boldrini. Antisemitismo, nostaglie filonaziste, xenofobia ma anche presunti progetti di eversione. I militanti sarebbero stati selezionati e testati ideologicamente da reclutatori tramite un profilo Facebook fittizio, per passare in un secondo momento a contatti telefonici finalizzati a profilare ideologicamente l’interlocutore ed eventualmente a coinvolgerlo. 

Il ruolo di addestratore sarebbe spettato a un mafioso calabrese, un pluripregiudicato 'ndranghetista, ex collaboratore di giustizia, trasferitosi in Liguria dove è diventato referente di Forza Nuova. «Ad ottobre inizieranno gli addestramenti della milizia nazionalsocialista - diceva - sforneremo soldati pronti a tutto; vi sta spronando per farvi diventare macchine da guerra, solo allora possiamo andare contro tutto e tutti». Un altro esaltava il vantaggio di mantenersi in clandestinità, sottolineando come da due anni lui portasse avanti un'organizzazione sotto il motto Invisibili silenziosi e letali, in grado di «formarsi militarmente, avere maggior sicurezza uno dell’altro, potersi muovere lontano da occhi indiscreti, essere veramente di supporto operativo o anche solamente politico alla bisogna, avere dalla nostra l’effetto sorpresa, avere la conoscenza del territorio... quindi colpire e ritirarsi sui monti».

Più recentemente, ironizzando sulla nascita del numero a cui segnalare episodi e scritte antisemiti, alcuni indagati hanno parlato di cosa potrebbero dire chiamando: «Ho dato quasi fuoco ad un ebreo… per voi va bene?», «gli ho marchiato una stella sulla fronte, va bene per voi?», «devo acquistare un forno, mi consiglia la dimensione?». 

Tra loro c'erano diverse donne: dall'impiegata di un'azienda, una mamma 45enne originaria di Cittadella che evidentemente conduceva una doppia vita, alla 26enne milanese Francesca Rizzi, che ha partecipato e vinto il titolo di Miss Hitler, concorso lanciato su un social network russo e che ha preso parte la scorsa estate a una sorta di stati generali del neonazismo in Portogallo. Le adepte del Fuhrer spesso vestivano in modo da poter rendere visibili i simboli del loro fanatismo, con svastiche, marchi delle Ss e croci celtiche. La stessa Miss Hitler ha sulla schiena una svastica e un'aquila imperiale.

«Io sposerei un ebreo solo per torturarlo giorno dopo giorno - dice una di loro - gli tagli un dito poi glielo fai ricucire e poi gli tagli l'altro e poi così giorno dopo giorno». E ancora: «Solo a parlare dei Giudei mi viene il prurito… brutte bestie... vanno sterminati tutti, vanno tutti ammazzati, ste bestie, bastardi maledetti, guarda quanti morti stanno facendo sti brutti cani ebrei di merda. Questi vanno linciati, uno ad uno, ma anche andare a prenderli la notte, sono dei degnerati della società, ma crepate tutti quanti, bastardi maledetti, morite».

In una delle perquisizioni di oggi è stato trovato un programma in 25 capitoli per la costituzione di un nuovo partito nazista e che detta le regole su cui si fonderebbe lo «Stato nazionale». Tra queste «la difesa dell'identità nazionale e della razza», definito «un valore etico, che deve essere regolato solo con la promulgazione di norme che conferiscono dei vantaggi agli appartenenti al Popolo». «Lo Stato Nazionale - si legge ancora - è composto da tre categorie di persone: gli Appartenenti, gli Aggregati al Popolo, gli Stranieri. Lo Stato Nazionale è una Repubblica, il Governo Ordinario è nominato dal Comandante della Nazione, eletto dal popolo con un plebiscito, e resterà in carica a tempo indeterminato su fiducia consultiva del Parlamento». Valore etico sono anche «il rispetto e la giusta regolamentazione delle usanze e delle tradizioni delle comunità locali, in modo particolare il mantenimento delle lingue regionali».

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