Edizioni MeridioNews

Edizioni MeridioNews

Edizione Sicilia

Vitalizi, accordo Pd-centrodestra per riduzione del 9%
Esclusi gli assegni agli eredi. M5s: «Così è una farsa»

Oggi nella commissione creata ad hoc per decidere sul taglio alle pensioni applicato già da mesi a Roma si è discusso di un testo concordato tra democratici e maggioranza. Che limiterebbe i risparmi solo per tre anni. Per i Cinque stelle è «ridicolo»

Salvo Catalano

Foto di: Salvo Catalano

Foto di: Salvo Catalano

Un taglio lineare del nove per cento ai vitalizi, limitato per tre anni e lasciando fuori le pensioni di reversibilità, cioè gli assegni oggi percepiti dai parenti di deputati deceduti. È su questi tre cardini che si fonda l'accordo tra Partito democratico e centrodestra sul discusso tema. Dopo il taglio di Camera e Senato, la Sicilia, insieme al Trentino, è l'unica regione a non essersi adeguata. E per questo rischia di perdere 70 milioni di trasferimenti statali.

Oggi si è riunita la commissione creata ad hoc per trovare una soluzione siciliana alla vicenda. Sul tavolo ci sono tre proposte: quella del Movimento 5 stelle che ricalca quanto già fatto a Roma, un'altra a firma della deputata Eleonora Lo Curto e una terza, su cui c'è larga condivisione a esclusione dei pentastellati, presentata da Antonello Cracolici (Pd), Nicola D'Agostino (Sicilia futura) e Stefano Pellegrino (Forza Italia). 

Una norma con quattro articoli, densi di tecnicismi, che sostanzialmente porterebbero a «risparmi per il 12 per cento, mitigato del 26 per cento come prevede la norma nazionale, arrivando alla fine a un taglio lineare del 9 per cento». Non caso per caso, dunque, ma tutti (dall'ex parlamentare che percepisce poco più di mille euro a quello che sfiora i diecimila) colpiti in misura uguale. Rimangono fuori, invece, le reversibilità per gli eredi che pesano sulle casse dell'Ars per sette milioni su una spesa totale di 18. 

Al momento, infatti, l'Ars paga ogni mese 761mila euro per garantire 158 vitalizi ad altrettanti ex deputati. A cui si aggiungono altri 165mila euro per 30 deputati che rientrano in un sistema misto, detto pro-rata: retributivo per gli anni svolti prima del 2012 e contributivo per gli anni successivi. Ci sono poi i 129 assegni di reversibilità, la cui spesa mensile ammonta a 588mila euro: vitalizi che, una volta morto il deputato beneficiario, sono passati non solo alle vedove, ma anche, in quattro casi, ai figli.

La proposta del Movimento 5 stelle, invece, prevede di trasformare il vitalizio in pensione calcolata interamente col sistema contributivo. Quello, cioè, che normalmente avviene per tutti i cittadini. E che dal 2012 - col nuovo regolamento introdotto - vale pure per gli ex deputati dell'Assemblea regionale siciliana che abbiano compiuto 65 anni. Ma solo per quelli che hanno svolto l'attività successivamente al 2012. Secondo i calcoli del M5s, applicando i tagli la spesa annuale si ridurrebbe da 18 a otto milioni. Per Pd e centrodestra, invece, la norma nazionale, contro cui già sono stati presentati diversi ricorsi, è anticostituzionale in alcuni aspetti e non può essere recepita così com'è.

«Siamo alla farsa - attaccano le deputate pentastellate Angela Foti e Jose Marano al termine della commissione - Il ddl proposto da Pd e Forza Italia è una truffa per i siciliani. Il taglio prospettato è ridicolo e addirittura previsto solo per tre anni. La proposta messa ora in discussione prevede un doppio adeguamento al sistema contributivo previsto per i dipendenti della pubblica amministrazione, e, tirate le somme, manterrà i tanto odiati privilegi per gli ex deputati. Non solo, si escludono interventi sulle reversibilità, cosa che francamente è inaccettabile. Il testo - concludono - non solo è notevolmente al di sotto della media dei tagli delle altre regioni italiane, ma non ci mette al riparo dai tagli dei trasferimenti statali».

Adesso ci sarà tempo fino a giovedì prossimo per presentare emendamenti in commissione. Il testo definitivo dovrebbe essere votato nella prima settimana di novembre.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
Riproduzione riservata

Mario Ciancio e la mafia

Le indagini, la richiesta di archiviazione, il rigetto del giudice per le indagini preliminari e il proscioglimento. Tutte le tappe dell'avventura giudiziaria del direttore-editore del quotidiano etneo La Sicilia, imprenditore edilizio di opere pubbliche e private

Muos, l'eco mostro di Niscemi

Contro l'impianto della base Usa di Niscemi, da anni si battono comitati, associazioni e cittadini

Il sistema Montante

L'arresto di Antonello Montante ha scoperchiato un sistema di potere che tocca politica, forze dell'ordine, mafia e imprenditoria

Giustizia per Emanuele Scieri

Il paracadutista siracusano è stato trovato morto nella caserma di Pisa nel 1999. Ora si cerca di ricostruire quanto successo

Nebrodi, tra mafia e rilancio

È il polmone verde più grande della Sicilia. Ma anche il luogo dove una criminalità violenta ha regnato incontrastata per anni

Leggi tutti i Dossier

Segnala una notizia

Utilizzando questo form puoi segnalare le tue notizie alla redazione

Invia un tuo contributo

I campi contrassegnati con * sono obbligatori

×

Abbonati a MeridioNews
il primo mese è gratuito

Raccontiamo il tuo quotidiano

×

Dall'8 luglio per leggere su smartphone e tablet le notizie di MeridioNews chiediamo il tuo supporto. In cambio avrai accesso a tutti i contenuti, inclusi quelli speciali, senza pubblicità invasiva.

Disabilita AdBlock

Disabilita le estensioni "AdBlock" e ricarica la pagina per leggere MeridioNews