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Tutti matti, Silvestri e Fortuna uniti da Favignana
Nel nuovo video «l'amore per l'isola e la paternità»

«Daniele mi chiama martedì e mi dice: "Dove sei? Giovedì vorrei girare un clip a Favignana, ci stai?". Perché lui è così, ha questa capacità di coinvolgere nelle ultime 72 ore». Il regista palermitano racconta a MeridioNews com'è nato il progetto

Salvo Catalano

Una canzone con due amori: quello «protettivo, paterno, dolcissimo e un po' preoccupato» di un padre per una figlia, e quello per Favignana. Tutti matti è il nuovo singolo di Daniele Silvestri, da venerdì online con un video girato nell'isola siciliana per la regia di Corrado Fortuna. Un palermitano e un romano - «d'altronde palermitani e romani siamo i principali invasori del capoluogo delle Egadi», ammette il cantautore - che si conoscono da sempre. Uniti proprio da Favignana. «Non avevo neanche la patente quando ci siamo conosciuti - racconta Fortuna a MeridioNews - tutti e due abbiamo casa lì, l'isola è piccola e abbiamo sempre avuto amici comuni. Non è stato il mondo dello spettacolo a unirci». 

Così martedì Daniele Silvestri chiama Corrado Fortuna. «Mi dice: "Dove sei? Giovedì vorrei girare un video clip a Favignana, ci stai?". Perché Daniele è così, ha questa capacità di coinvolgere nelle ultime 72 ore. Io - continua il regista - ero a Palermo, con mille cose da fare, ma ci ho pensato quattro secondi. Poi sono andato a prendere l'aliscafo». 

Tutti matti racconta il mondo dal punto di vista di una bambina: «Ti sembrano tutti matti, ti sembrano tutti falsi, ti sembrano tutti persi a furia di farsi male. Ma tu non sei così». Racconta l'amore di un padre: «ll suono di te che ridi non entra in nessuna foto, o il fatto stesso che quando arrivi non c'è più il prima, c'è solo il dopo. E mi sembrano tutti matti quelli intorno così distratti, dovrebbero innamorarsi solo a guardarti perché tu non sei così». E la sua preoccupazione per questo presente e per il futuro: «Nemmeno un popolo vigliacco come questo di cui faccio parte anch'io doveva consegnarti un mondo così brutto amore mio. E mi vergogno di quest'aria che anche tu respirerai e temo il giorno in cui crescendo mi dirai: Tu non sei così». 

Temi cari in questo periodo a Corrado Fortuna che sta per essere «travolto» dalla paternità. «Ho subito pensato che la protagonista del video sarebbe dovuta essere una bambina». Trovata, nelle poche ore a disposizione, tra la cerchia dei figli degli amici. E anche con esperienza, visto che la piccola Viola Tedesco ha sulle spalle già quattro anni di scuola di recitazione, «un piccolo promettente scriccioletto di futura attrice», la definisce Silvestri. 

In una notte Daniele e Corrado scrivono la storia da girare l'indomani. «È una narrazione semplice, scrivere con un creativo come Daniele è una fortuna - spiega Fortuna - Ci sembrava tenera l'idea di raccontare un'avventura. E a Favignana quando pensi a un'avventura non puoi non guardare in su, a quel castello inarrivabile». Al castello di Santa Caterina, che veglia l'isola dall'alto, e dove la troupe è salita a piedi visto che non ci sono alternative. «È stato massacrante, ma erano tutti esaltati». 

Di Favignana ci sono anche le indimenticabili strade bianche coi muretti a secco, il porticciolo, il chioschetto bar con il museo Florio sullo sfondo, e la centrale elettrica, visto che Daniele Silvestri, papà coprotagonista del video, è un operaio. «Non volevamo fare solo cartoline. Così l'idea di un papà che va a lavorare in bicicletta con la tuta da operaio è sembrata perfetta, prendendo ispirazione da Zavattini e De Sica, così come l'inquadratura della fabbrica che segue quella del porticciolo. Favignana è anche questa». 

La conclusione è nel belvedere del castello. Con papà Silvestri che prende il posto del bambino che nel frattempo ha salvato la piccola Viola che si era fatta male. «Il bambino è proprio Daniele che diventa il principe azzurro, un'immagine favolistica, alla Tim Burton. Sarà - conclude il regista palermitano - che la paternità mi ha reso molto creativo».

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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