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Stromboli, un escursionista morto a causa dell'esplosione
Vulcanologo Ingv: «Un parossismo raro e non prevedibile»

Il corpo è già stato localizzato e sono in corso le operazioni di recupero. I due amici, un brasiliano e un italiano, avrebbero già contattato i soccorsi durante l'evento parossistico. Ecco cosa è successo tecnicamente nell'isola delle Eolie. Guarda i video

Michela Costa

Foto di: Marco Tomasello

Foto di: Marco Tomasello

Un escursionista è morto a causa dell'esplosione sullo Stromboli. A confermarlo sono sia la Prefettura di Messina, dove tutte le autorità competenti stanno seguendo l'evolversi della situazione, che il sindaco di Lipari Marco Giorgianni. La vittima è il 35enne di Milazzo Massimo Imbesi. Si trovava a Ginostra sul sentiero libero di Punta del Corvo in compagnia di un amico e non, come detto precedentemente, nella zona sommitale dello Stromboli. Il corpo dell'escursionista è stato localizzato e sono in corso le operazioni di recupero a opera dei vigili del fuoco supportati dalla Capitaneria di porto. Secondo quanto riferisce la protezione civile, i due amici, un brasiliano e un italiano , sarebbero partiti da Stromboli e stavano scendendo verso Ginostra e avrebbero già contattato i soccorsi una prima volta durante l'evento parossistico; poi il sopravvissuto avrebbe richiamato per comunicare il decesso dell'amico. 

Un elicottero dei pompieri decollato da Salerno è invece impegnato nel salvataggio di due escursionisti che sarebbero caduti e non possono muoversi, ma le operazioni sono ostacolate dalla presenza di molto fumo. Sull'isola è stato inviato un secondo elicottero dal reparto volo di Catania e anche la motobarca dal nucleo di Messina. Aperta l'unità di crisi alla Prefettura di Messina. 

Si aggrava dunque il bilancio di quello che sembrava essere stato soltanto un pomeriggio di forte paura. Ricordiamo che lo Stromboli, una delle sette isole dell'arcipelago delle Eolie è anche uno dei vulcani più attivi al mondo. L'evento di oggi appartiene alla categoria dei parossismi, eventi che rientrano in quello che è lo stile eruttivo di Stromboli, caratterizzato da almeno tre diversi scenari: l'ordinaria attività stromboliana , caratterizzata da una serie di piccole esplosioni di bassa intensità con fontane di lava che si susseguono ritmicamente a intervalli di circa 15-20 minuti e lanci di materiale incandescente fino a un'altezza massima di circa 100-200 metri. Durante questo tipo di attività il materiale eruttato ricade all'interno dell'area craterica e le splendide fontane di lava sono l'attrattiva che, senza alcun tipo di rischio, richiamano ogni sera decine e decine di turisti da ogni parte del mondo. 

Poi possono verificarsi le esplosioni maggiori , delle brevi ma violente esplosioni di intensità maggiore in cui il materiale lanciato (di dimensioni anche maggiori di un metro) può arrivare a superare i 500 metri di altezza senza comunque arrivare a minacciare le aree abitate. A Stromboli, però, possono verificarsi anche i più temuti parossismi. Si tratta degli eventi più violenti ed energetici che un vulcano di questo tipo può generare dal momento che l'esplosione avviene in maniera del tutto improvvisa con l'emissione di una colonna sostenuta di gas e cenere , insieme a una grande quantità di materiale piroclastico. Data la loro enorme energia, i parossismi sono considerati gli eventi più pericolosi che possono interessare l'isola, poiché il materiale lanciato può raggiungere perfino le aree abitate. 

«Si tratta di eventi per fortuna poco frequenti ma assolutamente non prevedibili », spiega a MeridioNews Stefano Branca, vulcanologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania. A differenza dell'ordinaria attività eruttiva del vulcano, l'impatto di questi eventi coinvolge l'intera isola, basti pensare che la colonna eruttiva può innalzarsi anche per circa 3-4 chilometri per poi ricadere sulle zone abitate. Inoltre oggi si è verificata una forte onda di compressione che ha causato la rottura dei vetri delle finestre di alcune abitazioni dell'abitato di Ginostra. Eventi simili sono molto rari: gli ultimi due sono stati registrati nel marzo 2007 e nell'aprile 2003.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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