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Il ritorno all'Ars di Aricò e l'accusa di voto di scambio
Promessa di posti di lavoro tramite cavaliere Galioto

Il capogruppo di Diventerà bellissima, nel 2017, dichiarò di avere deciso di tornare a candidarsi dopo la delusione dell'era Crocetta. A dargli un contributo sarebbe stato il consigliere di Termini Imerese Michele Galioto. Ex militare con un passato da salviniano

Simone Olivelli

Una campagna elettorale fatta di selfie e, stando ai magistrati, anche di voti comprati. Protagonisti di questa storia sono Alessandro Aricò, attuale capogruppo all'Ars di Diventerà bellissima, e Michele Galioto, consigliere comunale di Termini Imerese. I due sono indagati nell'ambito della maxi-inchiesta che coinvolge 96 indagati, tra i quali nomi eccellenti come l'ex governatore Totò Cuffaro, l'attuale assessore regionale Toto Cordaro e il senatore leghista Alessandro Pagano.

Nel percorso di avvicinamento verso le Regionali 2017 - che segnano il ritorno all'Ars di Aricò sotto il vessillo del movimento fondato da Nello Musumeci, dopo l'esperienza parlamentare in era Lombardo e la candidatura a sindaco di Palermo nel 2012 - l'attuale deputato e Galioto, all'epoca dei fatti da pochi mesi consigliere comunale, si incontrano più volte. A raccontarlo sono le numerose fotografie pubblicate sui social network. Scatti che accompagnano l'attesa del voto. A cui seguirà la soddisfazione di Galioto per avere contribuito all'elezione di Aricò. All'indomani dello spoglio, il 57enne politico termitano diffonde una nota: «Siamo certi che con la guida autorevole del presidente Nello Musumeci e con la presenza in Assemblea regionale di validissimi deputati del calibro di Alessandro Aricò, la Sicilia potrà da subito rimettersi in marcia e sviluppare tutte le proprie potenzialità affinché possa diventare bellissima».

Quasi un anno e mezzo dopo, però, i magistrati palermitani sono convinti che quel successo - Aricò otterrà oltre novemila preferenze - sia stato frutto anche delle promesse fatte nelle settimane precedenti all'apertura dei seggi. Per raccogliere il consenso verso il 43enne, che vanta una laurea in Economia, tramite Galioto sarebbero stati assicurati posti di lavoro a diversi elettori di Finale di Pollina, nel Palermitano. A un residente di Termini Imerese, anche lui indagato, Galioto avrebbe garantito un impiego come operatore socio-assistenziale.

Ma lo scambio di voti si sarebbe concretizzato anche tra gli stessi Aricò e Galioto. In questo caso, sarebbe stato l'esponente di Diventerà bellissima a chiedere il voto a Galioto in cambio dell'assunzione del figlio al centro Salus di Palermo, poliambulatorio medico specialistico gestito dalla società A.Va.Co. Servizi s.r.l. La promessa per i finanzieri sarebbe stata mantenuta tramite un tirocinio retribuito con la somma di 500 euro mensili. 

Galioto, 57 anni, ha un passato da militare. Primo maresciallo luogotenente, nel 2015 ha ricevuto dal presidente Sergio Mattarella, su proposta dell'allora presidente del consiglio Matteo Renzi, l'onoreficenza di cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica. Circa due anni dopo, per lui arriva anche la soddisfazione di entrare in consiglio. Il cavaliere Galioto, inserito in una lista civica a sostegno del candidato sindaco Francesco Giunta, anche lui indagato, ottiene 252 voti. L'esperienza per il 57enne inizia con l'iscrizione nel gruppo consiliare Noi con Salvini, da cui nel giro di pochi mesi uscirà per approdare in Diventerà bellissima. Giusto in tempo per dare una mano ad Aricò. Un ritorno in campo che l'attuale deputato, poco prima delle Regionali, motivò così: «Ero deluso dall’idea che la Sicilia sarebbe stata malgovernata da Rosario Crocetta e dai suoi sostenitori, soggetti con un modo di fare politica diverso dal mio».

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