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Regione, trovato l'accordo sugli stipendi dei precari
Micciché convince capigruppo su maxiemendamento

L'aula era stata convocata alle 15 e poco dopo sospesa, si temeva una lunga nottata ma il presidente ha convocato maggioranza e opposizione nel suo studio ed è stata trovata la quadra per una soluzione condivisa

Salvo Catalano

Alla fine l'accordo per salvare gli stipendi fino a fine anno di circa quattromila precari è stato trovato. L'Assemblea regionale siciliana, convocata inizialmente per oggi pomeriggio alle 15 per riprendere la discussione sulle variazioni di bilancio, era stata poco dopo sospesa e si aspettava un iter molto travagliato, col rischio di una lunga seduta notturna. Invece intorno alle 18.30 è arrivata la svolta: il presidente Gianfranco Micciché ha convocato i capigruppo nel suo studio trovando un punto di accordo. 

La soluzione sarebbe in un maxi emendamento che gli uffici starebbero già riscrivendo per salvare gli stipendi di tutti i precari, compresi quelli dei Comuni e gli ex Pip, in totale circa quattromila. Soddisfatto il presidente Micciché, mentre dal Movimento 5 stelle aspettano di leggere il testo del nuovo documento per sciogliere le ultime riserve. Ma l'accordo dovrebbe reggere. «Così - commenta qualche deputato in aula - c'è chi potrà andare comodamente a vedere la Boheme al Teatro Massimo con il presidente della Repubblica».

L'aula dovrebbe riprendere a breve, appena gli uffici ultimeranno la scrittura del nuovo maxi emendamento e dopo un passaggio in commissione Bilancio. L'emendamento dovrebbe prevedere: 5 milioni per gli ex Pip, 3 milioni di euro per Istituto regionale Vini e Oli; un fondo di circa 3 milioni per i comuni in dissesto, predissesto finanziario o con stipendi arretrati; 1,7 milioni circa per le Ipab; mantenimento dei fondi per centri antiracket, antiviolenza e per le vittime della mafia.

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