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Centuripe, in 1500 sfilano contro il progetto discarica
Assente il sindaco. «La mia politica non segue slogan»

Quella di oggi è stata la seconda uscita pubblica del comitato #Restiamopuliti, nato in opposizione alla volontà della società Oikos di aprire una piattaforma per la gestione dei rifiuti. Presti alla manifestazione anche diversi parlamentari. Guarda le foto

Simone Olivelli

Oltre 1500 persone che hanno prima sfilato per i luoghi per ora incontaminati, ma sul cui futuro al momento non vi è certezza, e poi, nel pomeriggio, si sono concentrati per le strade del centro. Ha avuto queste dimensioni la risposta - la seconda dopo l'assemblea cittadina di poche settimane fa - che gli abitanti di Centuripe hanno dato in merito alla possibilità che venga realizzata nel proprio territorio - e ad appena tre dal centro di Catenanuova - una piattaforma per la gestione dei rifiuti. Il progetto dell'impianto, che si svilupperebbe su una superfice di quasi duecento ettari, è stato presentato dalla società Oikos agli uffici comunali e alla Soprintendenza. Stando alla scheda tecnica elaborata dall'impresa riuscirebbe a gestire un quarto dei rifiuti prodotti ogni giorno in Sicilia.

A prendere parte alla manifestazione, organizzata dal neonato comitato Centuripe #Restiamopuliti sono stati anche associazioni provenienti da più parti dell'Isola. Tra chi ha aderito al corteo anche i parlamentari pentastellati Elena Pagana, Fabrizio Trentacoste e Andrea Giarrizzo, la forzista Urania Papatheu, mentre a rappresentare Claudio Fava c'era uno dei suoi collaboratori. 

Chi, invece, non era presente è stato il sindaco di Centuripe Elio Galvagno. Il primo cittadino in queste settimane è stato nel mirino delle critiche per avere assunto una posizione giudicata eccessivamente attendista, dopo avere dichiarato di volere aspettare il parere dei tecnici prima di esprimersi sull'opportunità di dare il proprio via libera a un progetto che, stando alle dichiarazioni della società della famiglia Proto, presto potrebbe arrivare agli uffici regionali per iniziare l'iter autorizzativo. Galvagno anche oggi ha mantenuto fede al proprio convincimento, riservando a un post su Facebook il proprio pensiero: «Intervengo alla vigilia della manifestazione che si svolgerà oggi nella nostra comunità e che considero, come tutte le occasioni di partecipazione e di confronto, il sale di una democrazia inclusiva e non esclusiva - ha scritto Galvagno -. E quindi rivolgo il mio benvenuto a tutti i manifestanti, anche non centuripini, che oggi saranno qui per dire “No discarica". Uno slogan che è diventato un mantra e che si è moltiplicato in queste settimane rimbalzando sui social, sulla stampa, tra le persone».

L'esponente di centrosinistra, in passato a capo della Provincia di Enna, ha sottolineato ancora una volta di essere pronto a dire no davanti a un progetto di discarica, per poi specificare che nel progetto di Oikos - nonostante le evidenze contenute nella relazione tecnica - si parla di piattaforma integrata per la valorizzazione dei rifiuti. Dicitura che, a suo dire, al momento non consentirebbe di avere un'idea chiara sulla vicenda. «Siccome appartengo a quella generazione politica che è abituata a praticare le cose che dice e non a trasformarle in slogan, dopo avere a lungo meditato, non sarò in piazza oggi», ha annunciato poche ore prima dell'inizio del corteo, mettendo in guardia da chi vorrebbe strumentalizzare il tema per fini politici e non senza attirarsi qualche commento critico a mezzo social.

Di avviso diverso, invece, sono state le centinaia di concittadini che hanno deciso di scendere in strada, chiedendo di tutelare il territorio a priori. Auspicando magari un rilancio che parta dalla valorizzazione dei beni archeologici che si trovano nell'area interessata dal progetto, ma su cui finora non è mai stato apposto un vincolo da parte della Soprintendenza. Archiviata la giornata di oggi, l'interesse si sposterà presto a Palermo, nei palazzi della politica regionale. Al momento, infatti, nessun commento è arrivato dalla giunta Musumeci su un'idea che, apparentemente, non sembra rientrare con le direttive del governo in merito alla futura gestione dei rifiuti. Un silenzio che le persone vicine al governatore definiscono mera conseguenza del fatto che, per ora, nessuna istanza ufficiale è arrivata nel capoluogo. 

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