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Pachino, indagati boss Giuliano e consigliere Spataro
Magistrati accusano politico di essere affiliato al clan

L'uno ritenuto capo del clan che ne porta il nome, l'altro affiliato. Per gli inquirenti, insieme avrebbero commesso reati per acquisire il controllo di diverse attività economiche, appalti pubblici e per procurare voti in occasione della amministrative del 2014

Marta Silvestre

Ancora un volta insieme, il capomafia e il consigliere comunale. Salvatore Giuliano e Salvatore Spataro, esponente del consiglio comunale di Pachino, sono indagati con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. La procura distrettuale antimafia di Catania, questa mattina, ha notificato a entrambi un avviso di conclusioni indagini. «In realtà - commenta a MeridioNews Luigi Caruso Verso, avvocato di entrambi - quella notificata oggi ai miei assistiti è solo un'aggiunta all'indagine precedente, un'appendice integrativa che riguarda il versante politico della vicenda», conclude il legale.

Secondo gli inquirenti, tramite la «condizione di assoggettamento e di omertà», Giuliano e Spataro - il primo come capo e il secondo come affiliato del clan - avrebbero commesso una «serie indeterminata di delitti contro la persona, il patrimonio e la pubblica amministrazione» per acquisire il controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici e anche per procurare voti per sé e per altri in occasione delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014. In una nota alla commissione nazionale Antimafia, era stato l'allora prefetto di Siracusa Armando Gradone a scrivere che «si è avuto modo di verificare un tentativo di infiltrazione dei sodalizi mafiosi nell’apparato amministrativo. Si è in particolare accertato il tentativo non riuscito da parte di Salvatore Giuliano, personaggio di spicco della criminalità organizzata locale, recentemente scarcerato, di fare eleggere un sindaco a lui gradito». 

Giuliano, ritenuto capo e promotore dell'associazione mafiosa che porta il suo nomeè finito in carcere lo scorso mese di luglio, insieme ad altre 18 persone, nell'ambito dell'operazione denominata Araba Fenice che ha smantellato il clan che teneva sotto scacco l'intero settore ortofrutticolo, imponendo la propria presenza a produttori e rivenditori. A marzo, appena quattro mesi prima, lo stesso Giuliuno assicurava a MeridioNews: «Io, il boss? Mi devono dire in questi anni in cosa ho mafiato». La notte prima, a Pachino, qualcuno aveva ordinato l'incendio del capannone di un'azienda agricola.

L'ex assessore e attuale consigliere comunale Salvatore Spataro è anche il padre di Pietro Giovanni Spataro. Il proprietario del bar Scacco Mattoche si trova nella zona del mercato ortofrutticolo di Pachino, definitivamente chiuso la scorsa settimana dopo aver ricevuto una interdittiva antimafia. Lo scorso febbraio, il locale era già stato sospeso perché ritenuto «ritrovo per pregiudicati», che è stato anche teatro del tentato omicidio di Giuseppe Aprile, uno dei tre fratelli che, dall'inchiesta Araba Fenice, sono risultati essere al servizio del boss Giuliano. Sui rapporti con Giuliano, Salvatore Spataro ha sempre affermato che si tratterebbe semplicemente di un'amicizia di vecchia data

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