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Pietraperzia, proiettili contro il centro per migranti
Gestore: «Clima politico scatena guerra tra poveri»

Spari contro la finestra di un Centro di accoglienza straordinaria per migranti del Comune ennese. La struttura, ospitata nella casa canonica e gestita dall’associazione Don Bosco 2000, aveva aperto lo scorso giovedì. Il responsabile: «I colpi hanno raggiunto le porte interne, vicino ai bagni, fortuna che non passava nessuno»

Concetta Purrazza

C’è paura e sgomento sui visi dei 21 migranti ospiti di un centro di accoglienza di Pietraperzia, che stanotte sono stati svegliati da diversi proiettili esplosi contro una delle finestre della struttura

«Era l’una e mezza circa - racconta a MeridioNews, ancora incredulo, il responsabile del centro Don Bosco 2000 Agostino Sella - quando qualcuno ha sparato alcuni colpi di arma da fuoco dentro l’abitazione dove si trovavano i ragazzi in accoglienza. I colpi hanno raggiunto le porte interne, adiacenti i bagni. Per fortuna, nessun ospite si trovava nei paraggi a quell’ora. Non riusciamo a capire da cosa possa derivare questo gesto violento. Sicuramente, il clima politico contro i migranti fa il suo effetto e scatena una guerra tra poveri. Non sappiamo chi ci sia dietro questo atto intimidatorio. Ci affidiamo alle forze dell’ordine».

Nei giorni scorsi, la notizia dell’apertura della struttura di accoglienza per migranti ha creato malcontento tra i cittadini fino alla costituzione di un comitato per opporsi all'apertura, ma secondo il responsabile, «nulla faceva presagire un simile epilogo». «Qualche politico - dichiara - ha fomentato sull’arrivo dei migranti e i cittadini più poveri erano arrabbiati perché preoccupati che potessero togliere il lavoro. Ma in realtà si tratta solo di 21 ragazzi in una città di seimila abitanti». Un grave fatto che «lascia tanta amarezza, soprattutto perché questi ragazzi scappano dalle guerre per trovare un futuro migliore e invece arrivano qui e vengono accolti a colpi di lupara», conclude.

MeridioNews è una testata registrata presso il tribunale di Catania n.18/2014
Direttora responsabile: Claudia Campese Editore Mediaplan Soc. Coop. Sociale
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