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Perché per la Dda D'Alì è socialmente pericoloso
Elezioni, affari e amicizie. Ma prove solo fino al 94

Nessun rinvio delle elezioni a Trapani. Così il senatore rischia di diventare sindaco prima che un giudice decida sull'obbligo di soggiorno chiesto dalla Procura di Palermo. Che basa le sue accuse sulla recente sentenza d'Appello a carico di D'Alì, in cui si ripercorrono vent'anni di presunti rapporti tra mafia e politica

Salvo Catalano

Foto di: D'Alì sindaco

Foto di: D'Alì sindaco

L'11 giugno a Trapani si voterà regolarmente. Nessuna ipotesi rinvio in campo, ha detto il presidente della Regione Rosario Crocetta. E i due candidati di centrodestra travolti dalle vicende giudiziarie, Antonio D'Alì e Girolamo Fazio, hanno confermato che non si ritireranno. Sul primo pende una richiesta di soggiorno obbligato a Trapani, il secondo è ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sui rapporti con gli armatori Morace. Il procuratore di Palermo, Franco Lo Voi, rimanda al mittente le accuse di giustizia a orologeria. «I tempi delle indagini e della politica sono diversi e a volte possono crearsi sovrapposizioni temporali - ha sottolineato -. Quando questo capita, comunque, in mancanza di una conoscenza precisa dei fatti, nessuno è autorizzato a parlare di giustizia a orologeria». 

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