Ars, avvio lampo per il bilancio regionale: la discussione dei 136 articoli rimandata a domani

Dopo l’avvio di oggi all’Ars, l’obiettivo del governo di Renato Schifani e della maggioranza è quello di approvare bilancio e finanziaria prima di Natale. Per evitare che possa trasformarsi nel carbone da mettere a disposizione della Befana. Così, almeno in commissione Bilancio, la partita si è chiusa nell’arco di una settimana. Anche se con una grande manipolazione del testo approvato in giunta: anzi, con un effetto moltiplicatore. In aula all’Ars, infatti, arriva un testo composto da circa cento articoli. Contro i 28 approvanti in giunta. Anche perché il governo ha presentato una cinquantina di nuove norme. Per questo, i deputati delle opposizioni – Pd, M5s e Controcorrente – hanno abbandonato la seduta dello scorso mercoledì della commissione Bilancio e disertato anche i successivi lavori. Una strada senza ostacoli, dunque, per la maggioranza, che ha così dato il via libera al testo per l’aula da sola.

Le opposizioni chiedono più tempo

La seduta di avvio, in corso oggi all’Ars, prevedeva di incardinare la manovra di stabilità 2026-28: con un bilancio da concludere entro lunedì 15. Ma si è trattato di un avvio-lampo: con la discussione generale rimandata a domani alle ore 11. Con il termine per la presentazione degli emendamenti inizialmente previsto per giovedì 11. A chiedere una proroga è l’onorevole Michele Catanzaro, capogruppo del Pd, considerata la mole di lavoro dovuta al passaggio da 28 a 136 articoli. Dello stesso avviso la collega Roberta Schillaci, in quota M5s. Dal canto suo, il deputato Ismaele La Vardera ha dichiarato che, a fronte di una seppur veloce lettura iniziale, è evidente che la manovra contenga, ancora una volta, le cosiddette marchette. La richiesta delle opposizioni, dopo una rapida consultazione con gli uffici, è stata accettata e, pertanto, gli emendamenti potranno essere presentati entro venerdì 12 alle ore 12. Dopo di che, seduta chiusa e discussione rimandata a domani.

Gli scogli lungo il percorso

Si profila, anche quest’anno, un percorso impervio. Gli articoli della legge sono persino più numerosi di quelli dello scorso anno. E le polemiche, che hanno dominato la cronaca dell’ultimo mese, non sono spente. Compresa la mozione di sfiducia avanzata dall’opposizione nei confronti del presidente della Regione Schifani, che – pur non avendo ottenuto i voti necessari – è la punta di un iceberg di non consenso. Cui si aggiunge lo scontro interno alla maggioranza. Uno scontro che, da oggi, è basato sulle prebende e sui favori di vicinato, che sembrano caratterizzare i contenuti di questa Finanziaria siciliana.


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