Arrestato al porto con la pistola sotto la sella dell’Harley A Striscia disse: «Quel pentito è un morto che cammina»

Ugo Tony Scarvaglieri è arrivato al porto di Catania a bordo della sua Harley Davidson, appena sceso dalla nave di linea proveniente da Salerno. Nel corso di un controllo, i militari della Guardia di finanza hanno trovato sotto la sella della motocicletta una pistola semiautomatica con matricola abrasa – modello Beretta 35 – avvolta in un panno di stoffa e già pronta all’uso con tanto di caricatore inserito e otto proiettili, e un coltello a serramanico con lama in acciaio. Così il 46enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti nell’ambito del possesso illegale di armi bianche, è finito agli arresti domiciliari.  

Istruttore di arti marziali e appassionato di moto, il volto di Scarvaglieri è conosciuto da tutti dopo essere andato in onda in un servizio di Striscia la notizia dell’ottobre del 2017. Capelli rasati a doppio taglio e braccia piene di tatuaggi, indossava una maglietta nera con il simbolo degli Hells Angels. Un club di motociclisti nato negli Stati Uniti, e diffuso in tutto il mondo, i cui membri tradizionalmente utilizzano motociclette Harley Davidson. Lo stesso che secondo il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti è da considerare come una vera e propria organizzazione criminale.

Poco meno di due anni fa, le telecamere del programma di Canale 5 inquadrarono Scarvaglieri davanti al microfono di Stefania Petyx. La giornalista palermitana stava raccogliendo, in giro per Adrano, delle interviste dopo lo strano necrologio apparso sui muri del paese. Sul manifesto funebre compariva il nome del finito morto Valerio Rosano. L’uomo, da anni appartenente all’omonimo clan adranita, si era da poco pentito decidendo di collaborare con la giustizia. È a quel punto che, in paese, erano stati affissi i necrologi.

L’inviata di Striscia chiedeva ai cittadini di prendere una posizione netta nei confronti di Cosa nostra. Ovvero fare un selfie con un cartello e la scritta La mafia fa schifo, una versione ancora più esplicita della celebre frase di Peppino Impastato. Tra chi accettava di buon grado di farsi fotografare con il foglietto in bella vista, chi rifiutava categoricamente, chi ammetteva di avere paura e chi rispondeva di preferire frasi più prudenti e soft – come «La mafia non è una cosa piacevole» – compariva anche il volto di Scarvaglieri. «È vivo ma sicuramente è morto nel cuore di qualcuno. È un morto che cammina. Fa schifo e, per me, si è ammazzato da solo», rispondeva a Stefania Petyx l’uomo che oggi è finito agli arresti domiciliari.


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