Appello di D’Asero, Alongi e Germanà: “Salviamo le università siciliane”

I TRE DEPUTATI LO CHIEDONO AL GOVERNO REGIONALE DI ROSARIO CROCETTA. CHE E’ COME RACCOMANDARE LE PECORE AL LUPO…

Salvare le Università di Palermo, Catania e Messina: questo l’appello lanciato da tre parlamentari regionali del Nuovo centrodestra: il capogruppo Nino D’Asero, Piero Alongi e Nino Germanà.   
“La prossima Finanziaria – dicono i tre deputati di Sala d’Ercole – deve dare delle risposte certe. La risposta al tema del lavoro passa da alcuni nodi cruciali: occorre una vera e propria rivoluzione culturale. Il sociale immediato aiuti alla piccola e media impresa di ogni comparto, e quello proiettato a un futuro virtuoso passa sicuramente dal salvataggio delle nostre tre principali e storiche Università: Palermo, Messina e Catania”.
Insomma i nostri tre deputati sono piuttosto ottimisti. Anzi, molto ottimisti, soprattutto quando parlano della legge Finanziaria della Regione del 2014. Documento che ancora non si è materializzato. Ma l’ottimismo di D’Asero, Alongi e Germanà rischia di somigliare tanto a quello di un celebre personaggio di Voltaire che, forse, non l’ottimismo esagerava un po’. I tre deputati alfaniani forse non sanno che il governatore Rosario Crocetta una ‘rivoluzione’ l’ha già fatta: quelle degli impegni assunti e poi contraddetti (l’acqua pubbliche che resta privata e il Muos di Niscemi prima da eliminare e poi definito “strumento di pace”). Insomma vale la pena chiedere a Crocetta-Leibniz una seconda ‘rivoluzione’ dopo i casini che ha combinato con la prima?

“Come giustamente sottolineato anche dal collega Giuseppe Picciolo del Drs – dicono i tre deputati Pdl Ncd – bisogna assolutamente porre rimedio ai tagli nazionali sui tre Atenei che non possono e non debbono rischiare il default”.
“Per il salvataggio delle Università necessita un doppio intervento regionale – concludono D’Asero, Germanà e Alongi -. Innanzitutto, reperire almeno 5 milioni per l’immediato e intervenire per lo scorporo della spesa di pertinenza sanitaria, cioè per la gestione dei Policlinici. Spesa che dovrà, come già accade in altre regioni, esser sostenuta dal Servizio sanitario nazionale, così da permettere un diverso utilizzo dei fondi, finalizzandoli alla ricerca e alla formazione universitaria nell’Isola”.

(Foto di prima pagina tratta da argocatania.org)


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