«Mettono a rischio un patrimonio inestimabile e insostituibile». È questa la motivazione per cui da Sinistra italiana è arrivato l’appello alla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania a non concedere più al Comune la villa Bellini per i concerti organizzati durante il periodo estivo. Una lettera, firmata dal segretario provinciale Giolì Vindigni […]
L’appello contro i concerti alla villa Bellini di Catania: «È l’unico polmone verde della città»
«Mettono a rischio un patrimonio inestimabile e insostituibile». È questa la motivazione per cui da Sinistra italiana è arrivato l’appello alla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Catania a non concedere più al Comune la villa Bellini per i concerti organizzati durante il periodo estivo. Una lettera, firmata dal segretario provinciale Giolì Vindigni e dal segretario cittadino Marcello Failla, indirizzata all’ente che dovrebbe autorizzare il Comune, come già fatto nei due anni precedenti, a usare il giardino comunale per gli eventi che, secondo i due segretari, però, «con la partecipazione di oltre 5000 persone, intervengono con pesanti modifiche dell’intera area».
Come hanno sottolineato nella missiva, «il giardino Bellini è un luogo classificato come area di interesse pubblico». Ed è, in pratica, anche l’unico polmone verde della città di Catania. «In quel periodo estivo – si legge nel documento inviato alla Soprintendenza – diventa un cantiere edile e viene chiuso al pubblico: un bene comune diventa a gestione privatistica – lamentano da Sinistra italiana – a totale servizio di organizzatori di eventi a pagamento, che generano profitto a scapito degli interessi e dei bisogni della collettività». A motivare la richiesta da parte dei due segretari, è soprattutto il fatto che l’area venga sottoposta «a un notevolissimo sovraccarico antropico» e che risenta del «flusso di migliaia di persone». Cose che, secondo Vindigni e Failla, «violano sistematicamente il suo delicato equilibrio, mettendo a rischio un patrimonio inestimabile e insostituibile come il giardino Bellini».