L'ordiananza era stata pubblicata oggi e doveva essere esecutiva luda lunedì, ma il Comune hafatto marcia indietro. «In assenza del progetto di variante e delle conseguenti approvazioni, - scrive il dirigente Mario Li Castri - nessuna autorizzazione può essere resa, e quella rilasciata oggi sarà revocata domani»
Anello, chiude piazza Castelnuovo. Anzi no «Errore di comunicazione, atto da revocare»
«Un mero errore di comunicazione»: così, in un nota, il Comune di Palermo definisce la pubblicazione dell’ordinanza di chiusura di piazza Castelnuovo per i lavori dell’anello ferroviario. L’atto era stato emesso oggi e prevedeva la modifica alla viabilità a partire da lunedì prossimo, ma l’amministrazione nel pomeriggio ha fatto marcia indietro. Il capo area tecnica della Riqualificazione urbana e delle Infrastrutture, Mario Li Castri, ha inviato alla Direzione dei Lavori una nota di servizio per chiedere una relazione sull’avanzamento del progetto di variante, non senza polemizzare. Nel documento, infatti, Li Castri ricorda che il Comune la attende da circa un anno. «In assenza del progetto di variante e delle conseguenti approvazioni, – scrive il dirigente – nessuna autorizzazione può essere resa, e quella rilasciata oggi, che sarà revocata domani, è frutto di un mero errore di comunicazione».
Lunedì prossimo avrebbe dovuto scattare una vera rivoluzione del traffico nel cuore della città, con la chiusura di un pezzo di piazza Castelnuovo. Infatti la carreggiata in direzione mare sarebbe stata transennata per un lungo periodo – fino a maggio 2018, escludendo ovviamente possibili proroghe -, come recita l’ordinanza emessa oggi dall’ufficio comunale al Traffico e ormai in procinto di essere revocata.
Nello specifico, avrebbe dovuto essere chiusa completamente al transito veicolare la carreggiata lato mare compresa tra le vie Paolo Paternostro e Ruggero Settimo (escluse) con contestuale divieto di sosta su entrambi i lati. Festeggeranno i motociclisti, visto che con l’atto presto revocato avrebbero dvuto dire addio al posteggio anche i tanti motorini che stazionano accanto alla statua di Carlo Cottone. La chiusura di mezza piazza (ricordiamo che da tempo una porzione è circondata da lamiere) avrebbe comportato una rivoluzione della viabilità nella zona.