Amt, l’azienda tra ritardi nelle corse e scioperi «Sia i cittadini che i dipendenti sono disperati»

Due sedie sono state sistemate da alcuni cittadini in via Sebastiano Catania, sotto la colonnina che indica una fermata della linea 733 dell’Amt. «È il gesto spontaneo dei catanesi disperati per le lunghe attese degli autobus urbani», spiega il consigliere comunale Sebastiano Anastasi. Il politico di Grande Catania conosce bene il territorio e i residenti della quarta municipalità perché in passato ne ha presieduto il consiglio. La linea 733, che fa capolinea in piazza Borsa e nel quartiere di San Nullo, collega il quartiere periferico con il centro storico del capoluogo etneo. Un tragitto di una manciata di chilometri che «si percorre in troppo tempo e per il quale bisogna aspettare l’autobus anche un’ora», racconta il consigliere comunale. La cui denuncia sull’inefficienza del servizio di trasporto pubblico cittadino non si limita alle periferia ma tocca anche le zone più centrali, trovando conferme tra la gente.

«Qualche giorno fa, ho aspettato 40 minuti un autobus che da via Etnea mi portasse in corso Italia. È una vergogna», dice una studentessa universitaria fuori sede, Serena. La 27enne, che non dispone di mezzo proprio, deve necessariamente spostarsi con i mezzi pubblici «le cui attese mi fanno spesso perdere la pazienza, costringendomi a macinare chilometri a piedi», spiega. Come quando dal viale Vittorio Veneto, la zona in cui abita, deve raggiungere il quartiere di San Cristoforo per motivi di studio. Una tratta «collegata male dagli urbani, soprattutto negli orari di punta». Tipo a pranzo «quando ci si può rassegnare ad attese di anche un’ora», racconta la studentessa. «Sono problemi per i quali mi batto da anni, ottenendo risposte mai adeguate alla disperazione delle persone», commenta il consigliere Anastasi. 

L’esponente di Grande Catania a Palazzo degli elefanti promette di portare all’attenzione del consiglio comunale la questione sui ritardi degli autobus cittadini. Dopo la presentazione di un’interrogazione alla prossima riunione del Consiglio catanese, seguirà l’indagine della commissione consiliare Partecipate, di cui Anastasi è componente. Un altro nodo da sciogliere per l’azienda dei trasporti guidata dal presidente Carlo Lungaro. Che sui ritardi delle linee, commenta: «Gli autobus non sono puntuali? Vorrei che qualcuno mi spiegasse come faccio a fare funzionare al meglio una società che aspetta 30 milioni di euro dalla Regione Siciliana». «L’Amt sta cercando di arrangiarsi, di tenersi in piedi e di fare il massimo che può», continua Lungaro. Per il quale i fondi regionali mancanti – che si aggiungono a 24 milioni di euro attesi dal Comune – «dovrebbero arrivare entro 2 o 3 settimane al massimo». 

Ma «se non arrivano, nessuno si preoccupi ché non succede niente», taglia corto il numero uno di Amt. Il cui riferimento va all’ipotesi dei tagli al personale temuti dai lavoratori e dai sindacati. Tra questi ultimi, c’è la sigla Fast-Confsal che ha indetto uno sciopero di quattro ore per il 21 aprile. «La grave crisi di liquidità dell’azienda ha prodotto la riduzione delle corse, i ritardi e la fatiscente manutenzione sui mezzi e a farne le spese sono i cittadini», spiega il referente Giovanni Lo Schiavo. «Abbiamo motivo di credere che ci sono le premesse per cui il servizio stesso Amt sia in discussione, senza contare i grossi sacrifici sulle turnazioni imposte ai dipendenti», continua il sindacalista. Che conclude attaccando: «la noncuranza delle istituzioni e le curiose ragioni gestionali come l’assenza di un Piano industriale, il conferimento di consulenze e la pubblicazione di inutili concorsi interni». Temi sui quali, però, il presidente Lungaro ha già replicato difendendone la legittimità. 


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