Aligrup, poca chiarezza sugli acquirenti Cgil: «I lavoratori sono schegge impazzite»

Per i sindacati doveva essere la settimana del silenzio, in attesa che si definisca la procedura sul concordato preventivo, invece per la vertenza Aligrup, il marchio della grande distribuzione, concessionario Despar in Sicilia con 45 punti vendita, è sempre tempesta. Colpa della poca trasparenza da parte dell’azienda e del commissario liquidatore Maurizio Verona sulle mosse dei potenziali acquirenti.

È notizia di ieri il passo indietro da parte del gruppo Abate, che si era detto interessato all’acquisto di otto supermercati. Ma le informazioni sono confuse e frammentarie. «A noi non è arrivata nessuna comunicazione dal commissario – spiega Salvo Leonardi, Filcams Cgil – abbiamo chiesto all’azienda e ci hanno risposto con un “ni”». Il dietrofront di Abate significherebbe negare un futuro ad altri 250 dipendenti. In totale, i lavoratori del gruppo Aligrup sono 1400, di cui 943 solo nella provincia di Catania. E proprio nel capoluogo etneo duemila persone sono scese in strada lo scorso 13 novembre per protestare. Nei giorni scorsi è stato comunicata la lista dei 771 dipendenti in esubero che verranno licenziati, per cui sono state aperte le procedure di mobilità. Per gli altri il futuro resta legato alle trattative con i privati, che ogni giorno però subiscono improvvisi stop. «La paura è che aspettino il cadavere dell’azienda», ammette Leonardi.

L’unico ad andare avanti sembra essere il gruppo Arena, che, sottolinea il sindacalista Cgil, «si sta comportando da vero signore, perché non si sta tirando indietro rischiando molto, in attesa che il tribunale fallimentare si pronunci sulla congruità dell’offerta». Nel frattempo però la protesta dei lavoratori continua, ormai fuori dalla guida dei sindacati, il cui impegno si sta concentrando sulla richiesta degli ammortizzatori sociali. Ai 1400 dipedenti Aligrup, si aggiungono altri 3mila lavoratori dell’indotto, delle piccole e medie aziende che riforniscono i punti vendita Despar e Interspar e che verrebbero messi in crisi dal fallimento del gruppo. Controllare la tensione è ormai diventata impresa difficile. «I lavoratori sono schegge impazzite», ammette Leonardi. Oggi un gruppo di lavoratori ha occupato il centro commerciale Le Zagare di San Giovanni La Punta, sede di uno dei più grandi Iperspar, dove sono stati annunciati 51 licenziamenti. Il commissario liquidatore Verona ha ricevuto una delegazione di dipendenti. Uno dei problemi più urgenti è rappresentato dalla tre mensilità arretrate. La situazione degli stipendi potrebbe sbloccarsi nelle prossime ore.


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Il gruppo della grande distribuzione ha comunicato l'elenco dei 771 dipendenti in esubero, su un totale di 1400, che verranno messi in mobilità. Per gli altri la speranza resta legata alle trattative con i privati che ogni giorno, però, subiscono nuovi stop. Ieri il gruppo Abate, interessato a otto punti vendita, ha fatto marcia indietro. «Dall'azienda e dal commissario liquidatore nessuna conferma ufficiale», dicono dalla Cgil. Nel frattempo dilaga la protesta dei lavoratori, oggi in presidio al centro commerciale Le Zagare di San Giovanni La Punta  

Il gruppo della grande distribuzione ha comunicato l'elenco dei 771 dipendenti in esubero, su un totale di 1400, che verranno messi in mobilità. Per gli altri la speranza resta legata alle trattative con i privati che ogni giorno, però, subiscono nuovi stop. Ieri il gruppo Abate, interessato a otto punti vendita, ha fatto marcia indietro. «Dall'azienda e dal commissario liquidatore nessuna conferma ufficiale», dicono dalla Cgil. Nel frattempo dilaga la protesta dei lavoratori, oggi in presidio al centro commerciale Le Zagare di San Giovanni La Punta  

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