Agrigento, assolto ex Sindaco Marco Zambuto Si era dimesso per la condanna in primo grado

E’ contento Marco Zambuto. Anche se non può nascondere un po’ di amarezza. Lo scorso Giugno, in seguito ad una condanna per abuso d’ufficio -per una pubblicità su un giornale locale della Fondazione Pirandello -si era dimesso dalla carica di Sindaco di Agrigento. 

Un ruolo che esercitava con una buona dose di passione. Basti ricordare la sua battaglia contro i giganti dell’Enel sul progetto del rigassificatore di Porto Empedocle, a pochi passi dalla Valle dei Templi, che ricade in territorio agrigentino. 

Oggi questa sentenza fa giustizia anche se ho pagato un prezzo altissimo. Alla luce di quanto mi è successo, ritengo assolutamente necessaria una riflessione sulla legge Severino».

Oggi, i giudici della Corte d’Appello, hanno ribaltato la sentenza: assolto. Una sentenza che, come detto, lo rende sicuramente felice, ma l’avere perso la guida della sua Città non è certo una cosa che lo lascia indifferente. 

Contattato da Meridionews, Zambuto, che oggi è membro della direzione regionale del Pd, commenta così: «Per il rispetto che ho sempre nutrito nei confronti delle istituzioni, dopo la condanna, ho deciso di dimettermi.  Per la legge Severino- sottolinea l’ex Sindaco di Agrigento- sarebbe scattata solo la sospensione. Ma per me si trattava comunque di una grave diminutio che avrebbe leso il mio rapporto con i cittadini.

«Oggi questa sentenza fa giustizia e sono certamente contento, anche se ho pagato un prezzo altissimo. Che dire? Sicuramente – chiosa Zambuto- anche alla luce di quanto mi è successo, ritengo assolutamente necessaria una riflessione sulla legge Severino». 

Un tema che, in questi giorni, è al centro del dibattito nazionale per le note vicende napoletane, ovvero il ‘caso’ De Magistris. Una settimana fa, come sappiamo, Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha reintegrato l’ex magistrato nel ruolo di Sindaco di Napoli. La sospensione era stata causata- per effetto della legge Severino sull’incandidabilità e incompatibilità dei condannati-  dalla sentenza del Tribunale di Roma che lo aveva condannato per abuso d’ufficio lo scorso 24 settembre.

Il caso ha portato le forze politiche ad interrogarsi sulla ratio della legge, con particolare attenzione agli amministratori locali che, con una certa facilità, possono incappare nell’ipotesi dell’abuso d’ufficio. 


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