Foto di Roberto Greco

Aeroporto di Trapani, investimenti pubblici e il ritorno di Ryanair segnano la nuova stagione

Una strategia di potenziamento che mira a trasformare l’hub dell’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani in un asset fondamentale per il turismo e la logistica del Mediterraneo. È questo l’obiettivo della Regione Siciliana per lo scalo. Con 13,8 milioni di euro di fondi impegnati per i cantieri che daranno un nuovo look al Vincenzo Florio. Si tratta di interventi che mirano a potenziare la funzionalità complessiva dell’aeroporto.

Gli interventi previsti all’aeroporto di Trapani

La spesa più consistente è prevista per la ristrutturazione e l’adeguamento sismico della caserma che ospita il distaccamento aeroportuale dei vigili del fuoco: 3,5 milioni di euro. Inoltre una vera e propria riqualificazione del sistema di controllo bagagli, ammodernamento delle aree check-in e partenze oltre a opere di sistemazione idraulica e ambientale. Non ha dubbi il presidente Schifani che oggi, con il presidente di Airgest, società di gestione dello scalo, Salvatore Ombra, ha presentato i principali interventi finanziati dalla Regione per lo scalo trapanese, puntando su una crescita sostenibile e su un’infrastruttura tecnicamente all’avanguardia. Nel dettaglio, gli interventi che saranno effettuati sono: ammodernamento e riqualificazione delle aree partenze e controllo varchi (2.693.090 euro), riqualificazione del sistema di controllo Bhs (2.405.898 euro), sistemazione idraulica e ambientale dell’impianto di depurazione al servizio dell’aeroporto (2.246.854 euro), riqualificazione dell’area arrivi extra Schengen (1.030.117 euro) e ammodernamento e riqualificazione di quella delle partenze verso gli stessi Paesi (764.262 euro), dotazione di un impianto di alimentazione elettrica per gli aerei 400hz sugli stand 305-306-307 (760.020 euro), ammodernamento e riqualificazione delle aree check-in e accodamenti (403.461 euro), intervento di ristrutturazione e adeguamento sismico della caserma dei vigli del fuoco del distaccamento aeroportuale (3.500.000 euro).

La (ri)nascita di Trapani-Birgi

Uno scalo, quello di Trapani Birgi, che in questo 2026 appena sbocciato, non si rifà semplicemente il look ma punta a una posizione di leadership nella Sicilia occidentale. Con un aeromobile fisso in base, la società Ryanair nelle scorse settimane, ha ufficialmente riaperto, dopo otto anni di assenza, la sua base all’aeroporto. In questo modo la compagnia low cost opera su 13 rotte, di cui 6 nuove: Londra Stansted, Bruxelles Charleroi, Baden-Baden, Pescara, Bratislava e Katowice. Contemporaneamente, dovrebbero aumentare anche le frequenze su tre collegamenti nazionali già esistenti. Con l’arrivo del secondo aeromobile, le rotte dovrebbero arrivare a 23, tra le quali altre 5 nuove destinazioni: Stoccolma Arlanda, Bournemouth, Saarbrücken, Verona e Bari.

Secondo le previsioni di Airgest, il ritorno della base Ryanair dovrebbe tradursi in un incremento del traffico passeggeri del 33 per cento rispetto al 2024 e in una crescita del 22 per cento rispetto alla stagione estiva 2025. Un risultato che, sottolinea il presidente di Airgest, «è stato reso possibile anche dal supporto della Regione siciliana, che ha deciso di eliminare, a partire da gennaio 2026, la tassa municipale a carico delle compagnie aeree, rendendo lo scalo più competitivo». E questa è la motivazione che ha solleticato Ryanair.

Birgi, non solo voli civili ma anche hub strategico militare

Non è solo l’aviazione civile che usufruirà della nuova vita del Vincenzo Florio. La decisione italiana di ospitare il primo polo di formazione per piloti F-35 al di fuori degli Stati Uniti, sviluppato in cooperazione con Lockheed Martin e con il coinvolgimento di Leonardo, segna un passaggio rilevante nell’evoluzione europea del programma. Il centro di addestramento internazionale per F-35 si configura infatti come uno snodo industriale e strategico di rilievo continentale, destinato a incidere in modo strutturale sull’ecosistema del F-35 Lightning II e sulla postura aeronautica della Nato nel Mediterraneo allargato.

Decisione corroborata da un investimento da 112,6 milioni di euro necessari per la trasformazione della attuale base siciliana in Lightning Training Center. Una quota consistente dei fondi sarà destinata all’edilizia e alle infrastrutture: 17 milioni per edifici civili e industriali, 11 milioni per impianti elettrici e di comunicazione, 6 milioni per prefabbricati, altri 6 milioni per climatizzazione e impianti termici, essenziali per la stabilità dei super-computer dei simulatori. Previsti anche oltre 600mila euro per incentivi al personale tecnico. La prima capacità operativa è fissata per dicembre 2028, con il completamento dei lavori entro il l’1 luglio 2029.


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