Aci Catena, revocata la nomina del commissario Il dirigente scelto è incompatibile con l’incarico

Dodici giorni di ritardo, dodici giorni senza guida. Il Comune di Aci Catena continua ad attendere la nomina del commissario che dovrebbe traghettare l’ente fino alle elezioni amministrative, previste per la prossima primavera. La scelta, che spetta al presidente della Regione, Rosario Crocetta, sarebbe dovuta arrivare già il 10 novembre. Quel giorno, infatti, sono diventate ufficiali le dimissioni dell’ormai ex sindaco Ascenzio Maesanoarrestato un mese prima per un presunto giro di tangenti insieme all’ex consigliere comunale Orazio Barbagallo e all’imprenditore dell’Halley consulting Giovanni Cerami

Da Palermo, però, non è arrivato alcun segnale. O meglio un nome era stato fatto, ma è subito rientrato. Si tratta di Salvatore Cocina, dirigente dell’ufficio speciale per la riduzione dei consumi e l’efficientamento energetico della Regione, al quale l’11 novembre è arrivata la comunicazione da parte dell’assessorato agli Enti locali, guidato da Luisa Lantieri. La nomina, però, è stata presto revocata per incompatibilità.

A segnalare il pregiudizio è stato lo stesso Cocina, che a MeridioNews spiega i motivi. «La Regione siciliana ha una normativa ben precisa in merito agli incarichi di commissario. Non è possibile cumularli, e io sono già commissario della Srr Catania, la società di regolamentazione dei rifiuti. Per svolgere il ruolo di commissario ad Aci Catena – continua il dirigente regionale – avrei dovuto dimettermi da guida della ex società d’ambito». Su chi possa essere la figura che andrà a svolgere le mansioni in un primo tempo assegnategli, Cocina non si sbilancia. «Non ne ho idea, io mi sono limitato a far presente la mia incompatibilità», sottolinea il dirigente. 

Il Comune di Aci Catena, al momento, oltre a non avere un sindaco si trova anche senza consiglio comunale. Infatti, in base alle novità introdotte dalla legge elettorale, approvata dall’Ars ad agosto, l’organo consiliare decade automaticamente nel caso di rimozione del primo cittadino dal proprio incarico. A riguardo, nelle ultime settimane, nel centro dell’Acese ha fatto discutere la decisione di alcuni consiglieri di rassegnare le dimissioni in nome «del rispetto nei confronti della città». Per molti cittadini, che non hanno esitato a esternare le proprie critiche sui social network, si sarebbe trattato soltanto di una scelta pragmatica nell’ottica della prossima campagna elettorale. 


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